POLITICA E CEMENTO

Abruzzo/Ex Cofa, tempo scaduto per la ratifica. Centrosinistra blocca tutto

Seduta straordinaria ieri ma il sì non arriva

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Abruzzo/Ex Cofa, tempo scaduto per la ratifica. Centrosinistra blocca tutto




PESCARA. Niente di fatto: tempo scaduto e la maggioranza Mascia non può far altro che arrendersi, proprio nell’ultimo giorno utile.
Si è tentato il tutto per tutto: sabato sei ore e mezza di seduta consiliare e tre ore di incontro serrato in sala. Ieri lavoro extra per i consiglieri comunali che si sono riuniti in Consiglio straordinariamente di domenica, cosa mai successo prima. La discussione è andata avanti sia prima di pranzo che dopo le 18, per lasciare il tempo ai consiglieri di assistere all’ennesima sconfitta del Pescara.
Alla fine, però, nessun risultato utile è stato portato a casa. E’ sfumata così ufficialmente la ratifica sull’accordo di programma dell’area ex Cofa firmata trenta giorni fa da Regione, Provincia, Comune e Camera. Un risultato che non è arrivato a sorpresa perché già da giorni l’impresa pareva titanica.
Se fosse arrivato il sì la Camera di commercio, proprietaria dell’area acquistata dalla Regione per 11,8 milioni di euro, avrebbe potuto cominciare la riqualificazione. Invece adesso è tutto bloccato e si potrebbe pensare alla firma di un nuovo accordo di programma. Insomma tutto da rifare.


Il centrosinistra, anche ieri, ha proseguito con l’ostruzionismo, presentando centinaia di emendamenti. Questa mattina il sindaco Luigi Albore Mascia ha indetto una conferenza stampa in cui si preannuncia un attacco pesantissimo nei confronti dell’opposizione. Già alla vigilia della scadenza, dal Popolo delle Libertà era arrivato un messaggio chiaro: «se la ratifica non dovesse arrivare i responsabili dovranno assumersene la responsabilità davanti a tutta la città».
Il Pd aveva messo sul piatto le proprie proposte per far passare la ratifica: rispettare i parametri previsti dal PRG «con esplicita esclusione della misura premiale di superficie supplementare», passaggio in Consiglio per un eventuale cambio di destinazione d’uso. Ma voleva anche vedere uno studio preliminare di pianificazione nel quale fossero indicate le funzioni da realizzarsi.
Poi, però, l’ostruzionismo è andato avanti soprattutto dopo il no arrivato dalla Camera di Commercio su una rimodulazione dell’accordo di programma.
Anche da Rifondazione Comunista nessun segnale di apertura ma la ferma volontà di bloccare l’approvazione dell’accordo per rinviarlo al 23 maggio, quando il Tar dovrebbe pronunciarsi sul progetto privato denominato ‘Water front’ localizzato sulle superfici adiacenti l’ex Cofa. 


Alessandra Lotti