CHIACCHIERE E CARTE

Abruzzo/Ombrina Mare. Chiodi smentito dalle carte: ecco il documento che la Regione dice di non avere

Il Wwf diffonde il testo originale

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4956

Gianni Chiodi

Gianni Chiodi


ABRUZZO. «Da una attenta ricerca sul protocollo regionale, nessuna comunicazione o sollecito di luglio 2012 risulta mai pervenuta dal Governo Monti».
Parola di Gianni Chiodi che spiegava così, ieri, i motivi per cui la Regione non ha mai detto no ad Ombrina Mare. Eppure quella richiesta dal Ministero dell’Ambiente è uscita: protocollata l’11 luglio del 2012 e indirizzata all’ufficio Via della Regione Abruzzo (direzione Parchi, territorio, Ambiente, Energia) di via Leonardo da Vinci 6, L’Aquila. Il responsabile della direzione è Antonio Sorgi.
Insomma ci sono buone possibilità che quella ricerca non sia stata poi così "attenta".
La lettera, a firma del direttore generale della Direzione generale per le Valutazioni Ambientali del Ministero, Mariano Grillo, riporta il numero di protocollo in uscita del Ministero DVA-2012-0016621.
Per conoscenza era stata spedita anche alla Medoil.
Che fine ha fatto? E’ uscita da Roma e si è persa per strada? E’ stata cestinata? E’ ‘sfuggita’?
Chiodi ha assicurato che al protocollo non c’è. E’ stata cercata anche ieri. Niente, non c’è proprio. Non sarà stato il presidente a cercarla materialmente, ma se qualcuno in via Da Vinci si è sbagliato la responsabilità ricade comunque su di lui. Ma chi ha sbagliato?
Sta di fatto che errore o non errore così vanno le cose, questa è la burocrazia che riesce ad incartarsi da sola e questa è la politica.
«E’ clamoroso», sbotta il Wwf che tira fuori il documento originale del Ministero nel quale all’ultimo rigo si chiede alla Regione di fornire il proprio parere di competenza. «Abbiamo dimostrato», commenta il presidente del Wwf Abruzzo Luciano Di Tizio, «che la lettera che risulta ignota al presidente esiste. E' evidente che si tratta di un fatto assolutamente inquietante su cui far luce il prima possibile, visto che stiamo parlando di un progetto che, se non bloccato, cambierà il futuro dell'intera regione e che muove interessi da centinaia di milioni di euro. Si prendono decisioni ed escono addirittura decreti che riportano fatti che non sarebbero veritieri, visto che il massimo rappresentante della Regione Abruzzo sostiene che la lettera non è arrivata all'ente che presiede».
Il Wwf annuncia che attiverà un accesso agli atti presso entrambi gli enti coinvolti, Ministero dell'Ambiente e Regione Abruzzo, per verificare cosa esiste realmente agli atti, anche perchè questa vicenda può avere enorme rilevanza anche ai fini del ricorso al Tar.
Intanto proprio oggi Chiodi dovrebbe partecipare all'incontro che si terrà a Chieti Scalo presso la camera di Commercio: «pensiamo che la sua presenza», chiude Di Tizio, «possa chiarire non solo questi aspetti ma anche verificare concretamente se la regione è disponibile a presentare ricorso al Tar».
D’AMICO: «CHIODI NON HA DIFESO IL TERRITORIO»
«Ormai  nella Regione Abruzzo si perdono persino le lettere ricevute», commenta Giovanni D'Amico, vice presidente del Consiglio Regionale, «comunque  non  risulta che il presidente Chiodi si sia speso   a difesa del territorio, dichiarandosi contrario nelle parole e con i fatti a progetti    che mettessero  in pericolo  l’ambiente, la qualità della vita , la sicurezza  dei cittadini, le attività economiche connesse, né tanto meno l’ho visto  chiedere di  intervenire su tali argomenti , pretendendo  pari dignità nei tavoli governativi. Un atto incomprensibile da parte del Presidente Chiodi  e della sua giunta, in quanto  la difesa  dei principi giuridici di tutela dei territori regionali contenuti nella legge , potrebbero oggi  essere riapplicati in relazione alle esplorazioni e produzioni petrolifere». 
D’AMICO: «CHIODI NON HA DIFESO IL TERRITORIO»
«Ormai  nella Regione Abruzzo si perdono persino le lettere ricevute», commenta Giovanni D'Amico, vice presidente del Consiglio Regionale, «comunque  non  risulta che il presidente Chiodi si sia speso   a difesa del territorio, dichiarandosi contrario nelle parole e con i fatti a progetti    che mettessero  in pericolo  l’ambiente, la qualità della vita , la sicurezza  dei cittadini, le attività economiche connesse, né tanto meno l’ho visto  chiedere di  intervenire su tali argomenti , pretendendo  pari dignità nei tavoli governativi. Un atto incomprensibile da parte del Presidente Chiodi  e della sua giunta, in quanto  la difesa  dei principi giuridici di tutela dei territori regionali contenuti nella legge , potrebbero oggi  essere riapplicati in relazione alle esplorazioni e produzioni petrolifere». 

OMBRINA MARE. LETTERA MINISTERO ALLA REGIONE ABRUZZO