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Abruzzo/ La nuova area protetta blocca le vongolare: è protesta a Pineto

La richiesta: «Niente fermo pesca a Pescara»

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VONGOLARI




PINETO. L’area marina di Torre del Cerrano potrebbe segnare la fine della pesca delle vongole in Abruzzo «con devastanti conseguenze sul settore ittico già fortemente provato».
E’ l’allarme lanciato dalle decine di vongolari abruzzesi associati a Coldiretti Impresa Pesca che hanno manifestato ieri a Pineto contro l’istituzione di un’area protetta che, di fatto, rischia di mandare all’aria l’unico comparto davvero in salute della pesca regionale.
Con loro anche i ‘colleghi’ marchigiani che protestavano contro l’istituzione del parco marino del Piceno.
«I vongolari abruzzesi, e in particolare pescaresi, hanno manifestato pacificamente per difendere il proprio lavoro contro la sottrazione di areali da pesca da parte di una pretestuosa area protetta che non migliora le condizioni ambientali ma sottrae solo lavoro ai pescatori», sottolinea Coldiretti Impresa Pesca.
«Pertanto, l’istituzione del parco e i limiti alla pesca delle vongole, così come sono stati previsti, potrebbero mandare in fumo decine di imprese, l’indotto che ruota attorno ad esse, oltre a tantissimi posti di lavoro». Secondo Coldiretti Impresa Pesca il progetto attuale si tradurrebbe esclusivamente in un divieto di pesca delle vongole. Un ulteriore danno nei confronti di un settore già fortemente penalizzato da problematiche legate prima al mancato dragaggio del porto di Pescara e poi dal protrarsi del fermo che, iniziato nel maggio 2012, continuerà di fatto fino a fine aprile. In proposito, ieri mattina il presidente nazionale di Coldiretti Impresa Pesca, Tonino Giardini, ha consegnato alla Direzione Pesca e Acquacoltura del ministero una richiesta ufficiale di «esclusione dal blocco dell’attività di pesca della prossima estate».
«E’ corale richiesta da parte degli operatori di evitare il blocco della pesca per il fermo biologico tra luglio, agosto e settembre», dice il coordinatore regionale di Impresa Pesca Mauro Del Ponte «una sospensione che, per chi si è fermato per 14 mesi, sarebbe solo una beffa».
Soddisfazione per la nota è stata già espressa dai pescatori aderenti all’organizzazione con a capo Coldiretti. «L’ulteriore fermo delle imbarcazioni potrebbe gravare sulla sicurezza dell’avamporto», commenta Mimmo Grosso, pesctore pescarese, «è necessario pertanto rimettere in mare al più presto i pescherecci e ritornare allo stato di normalità. E’ passato già troppo tempo e siamo stanchi di una situazione ormai diventata insostenibile».