PETROLIO A CASA NOSTRA

Abruzzo/Ombrina Mare, è cominciata la guerra del no

Il sindaco di Francavilla: «danni irreparabili»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2949

OMBRINA TOPOGRAFIA




ABRUZZO. Tutti contrari, a questo punto, tranne la commissione Via (che ha dato l’ok), il ministero dell’Ambiente (che ha firmato il decreto), Confindustria Chieti e, ovviamente, la Medoil.
Il resto dell’Abruzzo grida no: cittadini, ambientalisti, imprenditori, associazioni di categoria, la chiesa («salvate il creato»), balneatori, strutture alberghiere e B&B, politici. E pure il presidente Gianni Chiodi: ieri ha assicurato che se la Regione non si è mai opposta è perché non ha mai ricevuto alcun sollecito dal Ministero.
Versione che contrata fortemente con quanto scritto sul decreto del ministro Clini dove si legge: «preso atto che, seppur sollecitata in data 11.07.2012, la Regione Abruzzo non ha fatto pervenire il proprio parere di competenza».
Chiodi, però, smentisce, categorico. Ieri pomeriggio, dopo la notizia del decreto, il governatore si è affrettato a ribadire il suo no. Poi, qualche ora dopo, ha diffuso una seconda nota, assicurando che «da una attenta ricerca sul protocollo regionale, nessuna comunicazione o sollecito di luglio 2012 risulta mai pervenuta dal Governo Monti».
La tensione sale. In questi giorni si rincorrono consigli comunali straordinari (come quello di mercoledì a San Vito), riunioni per organizzare la mobilitazione generale (l’1 marzo ore 15 presso la Camera di Commercio di Chieti Scalo). I balneatori abruzzesi assicurano di essere compatti e insieme diranno no. Abruzzo social Forum non ha dubbi: «ribellarsi è giusto e necessario» e ricorda che in passato una battaglia contro un colosso è stata già vinta (quella del Terzo traforo del Gran Sasso). Il sindaco di Francavilla al Mare ha annunciato che al prossimo Consiglio Comunale presenterà un ordine del giorno contro la realizzazione della piattaforma-raffineria «Francavilla, in particolare, da sempre considerata la porta di ingresso alla Costa dei Trabocchi», spiega il primo cittadino, «subirebbe danni irreparabili e perenni da una struttura simile a ridosso della costa. Danni all’intero ecosistema della nostra città e alla sua vocazione turistico-balneare».

LEGAMBIENTE: «MINISTERO SCANDALOSO E INCOERENTE»
Legambiente definisce invece «scandalosa» la posizione del Ministero dei Beni Culturali, e «incomprensibile» quella del Ministero dell’Ambiente. «Nel recente passato il Ministero dei Beni Culturali ha espresso parere sfavorevole sul progetto di parco eolico offshore a 10 Km di distanza dalle coste abruzzesi e molisane – spiega Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo – ma parere favorevole alla piattaforma petrolifera con annessa nave di stoccaggio di 350 metri di lunghezza e 17 km di gasdotto a 6,5 km dalla costa teatina. Una posizione contraddittoria che, oltre a penalizzare le fonti energetiche rinnovabili rispetto a quelle fossili, pone seri dubbi sulla giusta valutazione ambientale e paesaggistica dell’opera».
Con l’emanazione del decreto interministeriale tra Ministero dell’Ambiente e Ministero dei Beni Culturali, l’iter autorizzativo del progetto della Medoilgas ha compiuto un ulteriore ed importante passo avanti che rischia di compromettere il futuro dell’intera costa teatina e spiana la strada alla deriva petrolifera auspicata dal ministro Passera.
«La partita, comunque, non è ancora chiusa – continua Angelo Di Matteo – Prima del rilascio dell’autorizzazione, il Ministero dello sviluppo economico dovrà convocare la conferenza dei servizi, nella quale saranno sentiti, così come dice la norma, i pareri degli enti locali posti nel raggio di dodici miglia dalle aree marine e costiere interessate».
La Regione, la Provincia di Chieti e i comuni di Francavilla al Mare, Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino e Vasto saranno quindi chiamati ad esprimere, e questa volta senza possibilità di appello, i propri pareri. L’Abruzzo dovrà presentarsi compatto e convinto.
LEGAMBIENTE: «MINISTERO SCANDALOSO E INCOERENTE»

Legambiente definisce invece «scandalosa» la posizione del Ministero dei Beni Culturali, e «incomprensibile» quella del Ministero dell’Ambiente. «Nel recente passato il Ministero dei Beni Culturali ha espresso parere sfavorevole sul progetto di parco eolico offshore a 10 Km di distanza dalle coste abruzzesi e molisane – spiega Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo – ma parere favorevole alla piattaforma petrolifera con annessa nave di stoccaggio di 350 metri di lunghezza e 17 km di gasdotto a 6,5 km dalla costa teatina. Una posizione contraddittoria che, oltre a penalizzare le fonti energetiche rinnovabili rispetto a quelle fossili, pone seri dubbi sulla giusta valutazione ambientale e paesaggistica dell’opera».Con l’emanazione del decreto interministeriale tra Ministero dell’Ambiente e Ministero dei Beni Culturali, l’iter autorizzativo del progetto della Medoilgas ha compiuto un ulteriore ed importante passo avanti che rischia di compromettere il futuro dell’intera costa teatina e spiana la strada alla deriva petrolifera auspicata dal ministro Passera.«La partita, comunque, non è ancora chiusa – continua Angelo Di Matteo – Prima del rilascio dell’autorizzazione, il Ministero dello sviluppo economico dovrà convocare la conferenza dei servizi, nella quale saranno sentiti, così come dice la norma, i pareri degli enti locali posti nel raggio di dodici miglia dalle aree marine e costiere interessate».La Regione, la Provincia di Chieti e i comuni di Francavilla al Mare, Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino e Vasto saranno quindi chiamati ad esprimere, e questa volta senza possibilità di appello, i propri pareri. L’Abruzzo dovrà presentarsi compatto e convinto.