CRISI E LAVORO

Abruzzo/ Lavoro. Crisi anche per Leclerc: «400 posti a rischio»

Per i sindacati situazione «inaccettabile»

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

2969

Abruzzo/ Lavoro. Crisi anche per Leclerc: «400 posti a rischio»




L'AQUILA. Futuro incerto per oltre 400 dipendenti dei quattro ipermercati Leclerc presenti in Abruzzo.
Dopo aver annunciato l'esubero di 48 persone, di cui 16 all'Aquila, 13 a Lanciano, 10 a Teramo e 9 a Chieti, la proprietà ha formulato una nuova offerta ai sindacati per scongiurare i licenziamenti a fronte di condizioni che alcuni rappresentanti dei lavoratori ritengono «inaccettabili».
La proprietà lamenta gli effetti disastrosi della crisi sulle vendite e un crollo generalizzato degli incassi che renderebbero necessaria una ristrutturazione.
Nel corso di più tavoli di confronto, i vertici dell'azienda ha messo sul piatto della bilancia il ritiro degli esuberi in cambio della stipula di un contratto di solidarietà di 24 mesi, eventualmente prorogabile di un ulteriore anno: un ammortizzatore sociale che consente la copertura del pagamento dell'80% delle ore decurtate dai contratti. Il pacchetto proposto, però, prevede anche una maggiore flessibilità, il blocco degli scatti di anzianità e lo stop all'indennità aggiuntiva in busta paga per straordinari e festivi.
I sindacati stanno riflettendo sulla proposta, ma hanno già messo dei paletti precisi, «soprattutto in ordine al congelamento degli scatti di anzianità», come spiega Teresa Cotroneo, della Fisascat Cisl dell'Aquila.
Nel testo unitario delle sigle chiamate a risolvere la vertenza e recapitato all'azienda si parla di «forti criticità e forzature» e si chiede di individuare «strumenti condivisi ed equilibrati, anche dal punto di vista economico per le lavoratrice e i lavoratori sul versante della programmazione».
Intanto per oggi è stato convocato un nuovo incontro per cercare di trovare un'intesa in vista di quello definitivo già fissato per l'8 marzo prossimo.