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Abruzzo/Elezioni: denuncia alla Digos: lettere ai dipendenti di Chieti solidale con inviti al voto

Il mittente sarebbe componente del cda

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Abruzzo/Elezioni: denuncia alla Digos: lettere ai dipendenti di Chieti solidale con inviti al voto




CHIETI. Una denuncia alla Digos è stata firmata sabato da Riccardo Di Gregorio, consigliere capogruppo al comune di Chieti della Federazione della Sinistra.
Di Gregorio insieme al responsabile cittadino dell'Unione Sindacale di Base, Silvio Di Primio, non ci ha pensato due volte ed è andato dalla polizia dopo che è stato contattato da una dipendente dell'Azienda Speciale Multiservizi "Chieti Solidale" che riferiva di aver ricevuto una lettera.
«Il mittente», racconta il consigliere comunale, «era tale Giuseppe Ialacci, componente del CdA di Chieti solidale. All'interno della busta recapitata, Giuseppe Ialacci invitava, con un biglietto scritto in corsivo e prestampato, a valutare la possibilità di sostenere il candidato alla Camera dei Deputati per il Partito "Intesa Popolare", Bruno Di Paolo. All'invito era spillato un biglietto da visita riportante la sigla e logo dell'azienda "Chieti Solidale" con il nome di Giuseppe Ialacci e il recapito telefonico dello stesso».
Nella busta c’era anche un fac-simile della scheda elettorale riportante il simbolo del Partito "Intesa Popolare" con indicazioni di voto e con la foto del candidato Bruno Di Paolo.
«La stessa lettera è stata recapitata a molti altri dipendenti, suppongo tutti a questo punto», continua Di Gregorio, «e la Direzione dell'Azienda ne è stata messa al corrente. Non vorremmo che sia stata inviata anche agli assistiti. Comunque sia il fatto è di una gravità inaudita ed utilizzare la carica in un'azienda pubblica, municipalizzata, per dare indicazioni di voto è illegale».
L’esponente della Federazione della Sinistra chiede che Ialacci venga rimosso «immediatamente» dalla sua carica. «Questo metodo, clientelare, di fare politica affonda le sue ragioni nel passato e specula sui bisogni dei lavoratori e delle fasce più deboli della popolazione», continua Di Gregorio. «Tutto quanto detto viene esercitato in barba ai presunti buoni intendimenti del candidato Bruno Di Paolo»