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Abruzzo/Approvata Ombrina Mare 2. Arriva il centro oli galleggiante

Via libera, la conferma arriva dal Ministero

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OMBRINA MARE

Ombrina mare




ABRUZZO. «Approvata Ombrina», a 6 km dalla costa abruzzese, tra Punta Cavalluccio e San Vito Chietino. La notizia non arriva dagli organi istituzionali.
Ma da un post su Facebook della ricercatrice Maria Rita D’Orsogna che svela il documento del Ministero dell’Ambiente, inviato lo scorso 14 febbraio al Comune di Lanciano. Nel silenzio della politica, impegnata nella campagna elettorale, la ricercatrice squarcia il velo: «è difficile dire cosa provo», commenta sempre sul social network. «Cari abruzzesi: ciascuno merita quello che ha. Dopo mesi di allarmi e di azioni di pochi eroi, adesso vi aspetta una bella FPSO (unità galleggiante, ndr) in bella vista a 5km da riva. God bless».
Proprio nelle ultime ore si era chiesto un impegno concreto ai parlamentari abruzzesi: «dite no ad Ombrina Mare». Ma l’appello a questo punto è da ritenersi vano perché è già tutto deciso.
Di fronte alle coste dei Comuni di Ortona, San Vito, Rocca San Giovanni, Fossacesia e Torino di Sangro arriverà il ‘centro oli galleggiante’ per la desolforazione sul posto del greggio estratto dai fondali marini con l’incenerimento di ben 200 tonnellate al giorno di materiale di scarto.
Nella lettera pubblica sul sito della D’Orsogna  il Ministero conferma infatti che la Commissione Via e Vas ha concluso la propria istruttoria tecnica «con parere favorevole con prescrizione numero 1154 del 25 gennaio 2013».

Una data particolare per l’Abruzzo, proprio in quei giorni interessata da un presunto sversamento di petrolio in mare. E proprio il 25 gennaio (il giorno in cui la commissione ha dato l’ok) gli ambientalisti si erano interrogati sulla progetto Ombrina 2. Che cosa accadrà? Non sapevano che in quelle ore il destino della costa abruzzese era stato già scritto.
Dunque via libera alla concessione di coltivazione che tecnicamente si chiama D30 B.C.Md al largo delle coste abruzzesi come proposto dalla Medoil spa. La società aveva presentato l’istanza al Ministero dello Sviluppo Economico a dicembre del 2008.
Oltre alla piattaforma principale, la SIA presentata dalla Medoil fa riferimento a 4/6 pozzi, in funzione dei risultati minerari ottenuti. La durata del progetto è di almeno 24 anni. Lo stoccaggio e la desolforazione si effettueranno su serbatoio galleggiante ancorato in prossimità della piattaforma. Il gas sarà esportato, tramite sealine, verso le strutture esistenti del campo di Santo Stefano Mare (12 km di condutture appoggiate sul fondale o interrate)
L’area prospiciente la concessione è un ampio territorio nel quale la legge regionale 5 del 2007 ha individuato un “Sistema di aree protette” composto da due riserve esistenti, Punta Aderci a Vasto e Lecceta a Torino di Sangro, e quattro di nuova istituzione: Grotta delle Farfalle, nei Comuni di Rocca San Giovanni e San Vito Chietino; Punta dell’Acquabella e Ripari di Giobbe nel Comune di Ortona; Marina di Vasto nel Comune di Vasto. Le aree protette più vicine sono la Lecceta e il Fosso delle Farfalle.

«ORA SERVE UNA REAZIONE IMMEDIATA»
«Ci aspettiamo - commenta Fabrizia Arduini, referente Energia del WWF Abruzzo - una mobilitazione immediata da parte degli enti, dalla Regione alla Provincia ai Comuni, per attivare le procedure di un ricorso al T.A.R. non appena il provvedimento sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Chiediamo a tutti i candidati di schierarsi affinché chiunque vada al governo blocchi immediatamente questo sciagurato progetto che mina alla base qualsiasi ipotesi di futuro per il bellissimo tratto di costa teatino che deve diventare parco nazionale». Il Wwf parla di «un fulmine sul futuro dell'Abruzzo e del suo mare», un «regalo ai petrolieri dall'uscente Governo Monti. In piena campagna elettorale».

M5S: «SARA’ BATTAGLIA IN PARLAMENTO»
«La notizia ha dell'incredibile e rivela l'inadeguatezza di tutta la classe politica che ci ha governati fino ad oggi nel difendere e valorizzare il nostro territorio», commenta Gianluca Vacca, candidato alla Camera con il Movimento 5 Stelle. «L'avanzamento del progetto Ombrina Mare rivela come i partiti siano ormai al servizio dei grandi poteri economici e siano del tutto sordi alle richieste che provengono dalle comunità locali, le quali da anni si battono per cercare di salvaguardare il proprio futuro. Una politica al servizio delle lobbies e non dei cittadini, a destra come a sinistra. Il Movimento 5 stelle lotterà con tutte le sue forze, in Parlamento come al livello locale, per bloccare questo assurdo e criminale progetto: la ricostruzione morale e civile di questo paese deve cominciare proprio dal blocco della devastazione ambientale in corso ormai da decenni».

LEGAMBIENTE: «CORSA ALL’ORO NERO CONTINUA»
«Le attività petrolifere autorizzare si svolgeranno a poche miglia dalla costa proprio di fronte l’istituendo Parco nazionale della costa teatina – commenta Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo – Una scelta, quella della compagnia petrolifera e autorizzata dal Governo nazionale, assolutamente incompatibile con il percorso di tutela e valorizzazione del territorio scelto dalle Comunità locali».
Legambiente ha chiesto con forza l’abrogazione dell’articolo 35 del decreto sviluppo, definendolo un vero e proprio condono alle trivelle petrolifere nel mare italiano che continua a mettere fortemente a rischio l’ambiente marino costiero e lo sviluppo dei territori.
«Tutto questo avviene in nome di una presunta indipendenza energetica che durerebbe appena 7 settimane, stando ai consumi attuali e alla stima delle riserve accertate sotto il mare italiano – ribadisce Angelo Di Matteo – Lo scenario della Strategia Energetica nazionale del ministro Passera è ben più limitato di quello basato sulla valorizzazione del territorio, sull’istituzione del parco della costa teatina e sul protagonismo delle Comunità locali che sono, invece, sempre più tagliate fuori nella valutazione e nel rilascio dei permessi di ricerca ed estrazione,sia sul territorio di competenza sia nel mare».

SINDACO: «CADUTE NEL VUOTO LE OSSERVAZIONI»
«Non abbiamo ancora ricevuto comunicazioni ufficiali», commentano il sindaco di San Vito Chietino Rocco Catenaro e l’assessore al Turismo ed Ambiente Luigi Comini, «ma se le anticipazioni di stampa dovessero risultare confermate, dovremo prendere atto che sono cadute nel vuoto, purtroppo, sia le osservazioni contrarie presentate al Ministero sia l’invito che il Consiglio comunale di San Vito, all’unanimità, aveva formalmente rivolto ai Parlamentari ed alle Istituzioni abruzzesi di attivarsi per abrogare le modifiche introdotte dal Decreto  Sviluppo n.134/12 del governo Monti che hanno consentito la riapertura del procedimento concessorio relativo ad Ombrina Mare. Se così sarà, non subiremo passivamente un provvedimento che lede l’interesse dell’intera Comunità sanvitese e siamo determinati ad intraprendere ogni iniziativa di protesta, di disobbedienza civile nonché ogni azione legale utile a fermare un tale scellerato progetto che, ove realizzato, rappresenterebbe la pietra tombale sullo sviluppo turistico, economico e sociale dell’intera Costa dei Trabocchi. A pochi giorni dal voto ciò deve rappresentare un monito per tutti gli schieramenti politici ed i candidati locali».           


Alessandra Lotti