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Abruzzo.Assalto al blindato. Rosci in carcere continua sciopero della fame e della sete

Esponenti di Rifondazione gli fanno visita

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Abruzzo.Assalto al blindato. Rosci in carcere continua sciopero della fame e della sete






TERAMO. Ieri pomeriggio una delegazione del Partito della Rifondazione Comunista ha visitato il carcere di Castrogno a Teramo per sincerarsi delle condizioni detentive di Davide Rosci.
Il giovane teramano è stato condannato in primo grado per i fatti di Roma del 15 ottobre 2011. Fino a lunedì scorso si trovava agli arresti domiciliari (misura preventiva in attesa della sentenza definitiva). Poi è stato trasferito in carcere a causa della violazione degli obblighi. Il giovane ha parlato di «un errore» e annunciato la ripresa dello sciopero della fame e della sete.
Ieri la delegazione che gli ha fatto visita dietro le sbarre era composta dal senatore Giovanni Russo Spena, dal consigliere regionale del Prc Maurizio Acerbo e dal segretario regionale Marco Fars.
«Abbiamo invitato Davide a soprassedere da forme di lotta estreme come lo sciopero della fame e della sete perchè la battaglia legale richiederà serenità e forza», hanno spiegato i tre.
«Ribadiamo la nostra solidarietà a Davide che è già vittima di una condanna abnorme causata dall'utilizzo di norme fasciste come "devastazione e saccheggio" che andrebbero eliminate dal Codice. Il passaggio dagli arresti domiciliari al carcere poteva essere evitato e auspichiamo che questa misura venga al piu' presto revocata».
Rifondazione Comunista annuncia che «rimarrà sempre vicina a Davide e invita gli pseudo-garantisti di regime a non esercitare la loro sensibilità democratica solo quando i protagonisti delle vicende giudiziarie sono i potenti di turno. La politica al conflitto sociale dentro la crisi non può rispondere con la richiesta di legge ordine ma mostrarsi capace di dialogare con giovani che sentono intollerabile il quadro di ingiustizie che caratterizza la situazione italiana. Della nostra Rivoluzione Civile fa parte anche la battaglia per abolire i residui dell'ordinamento fascista il cui ritorno in uso rischia in un'epoca di crescente malcontento di avvelenare la vita democratica ed allargare il fossato tra giovani e istituzioni. E' pazzesco che noi veniamo accusati di essere "manettari" perchè chiediamo la confisca dei patrimoni dei corrotti nel mentre nella distrazione generale dei ragazzi vengono condannati a 6 anni per essere stati coinvolti probabilmente in maniera del tutto marginale in una contestazione di piazza».