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Perimetrazione Parco costa teatina, Confindustria e rete portuale chiedono stop

Domani la delibera approda in Consiglio comunale

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PORTO DI ORTONA

Porto di Ortona





ORTONA. Rimandare tutto. Sospendere la decisione presa con troppa fretta e senza accordi.
La richiesta viene inoltrata al Comune di Ortona dal presidente di Confindustria Chieti, Paolo Primavera, e dalla Rete Portuale Ortona che unisce tutti gli operatori commerciali dello scalo ortonese.
Si chiede dunque che mercoledì il Consiglio Comunale non approvi la delibera e si avvii una fase di concertazione con tutte le associazioni e i gruppi di interesse.
«La Rete Portuale Ortona», spiega il presidente Barbara Napoliello, «ha preso parte all'incontro di lunedì pomeriggio in Comune nonostante il brevissimo preavviso e la mancanza di informazioni sulla documentazione che sarebbe stata presentata. L'incontro si è rivelato una semplice comunicazione da parte del Comune sulla propria idea di perimetrazione, senza la necessaria concertazione con le associazioni e i gruppi di interesse che meriterebbe invece un argomento così importante per il futuro sviluppo del territorio ortonese».


Per la rete Portuale il presupposto che il porto e la zona industriale siano fuori dal Parco, non determina necessariamente la tutela delle attività che operano in queste aree né il loro futuro sviluppo: «chiediamo come Rete di rinviare l'approvazione della delibera di perimetrazione», insiste Napoliello.
«Un settore produttivo importante, come quello del Porto di Ortona, merita una maggiore considerazione e attenzione, soprattutto in questo particolare periodo storico in cui l'economia del territorio ha subito gravi perdite in termini di occupazione, mentre il Porto riesce ancora a garantire lavoro agli ortonesi».
La stessa richiesta arriva da Confindustria Chieti: «ovviamente è prerogativa del Consiglio assumere le decisioni che ritiene giuste, ma ciò non può comportare che esse siano poi condivise e soprattutto tale metodo non corrisponde alle regole di partecipazione e trasparenza. Altrettanto ovviamente le imprese si riservano il diritto di tutelarsi in ogni sede per non veder compromesse attività che danno al territorio reddito e occupazione, seppure in questo grave momento congiunturale».
Nel merito poi, dalle sommarie informazioni assunte, Confindustria ipotizza «seri problemi a carico del sistema produttivo; ciò ovviamente precluderebbe qualsiasi condivisione da parte nostra, ferma restando la posizione nei confronti dell'istituendo parco da noi già espressa in più circostanze, che vede la necessità di limitare le perimetrazioni a quei territori già oggetto di altri strumenti vincolistici».
Resterebbe comunque la necessità, sottolinea Primavera, anche di conoscere e discutere le ipotesi di zonizzazione, per evitare eventuali ulteriori effetti peggiorativi del provvedimento, in un momento così critico per tutta l'economia.