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Abruzzo/Emissioni irritanti a Punta Penna, Confindustria: «chi oggi denuncia, ieri indagato»

L’associazione di categoria difende le aziende

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Abruzzo/Emissioni irritanti a Punta Penna, Confindustria: «chi oggi denuncia, ieri indagato»




VASTO. Nei giorni scorsi il Coniv ha denunciato emissioni irritanti in atmosfera nella zona industriale di Punta Penna a Vasto.
Il direttore tecnico Elio Scurti ha spiegato che i dipendenti sono allarmati e non si esclude che si possa procedere a predisporre la procedure di evacuazione dell'impianto ad un'eventuale acutizzarsi del fenomeno, cosi come già fatto in passato.
Confindustria «vuole fare chiarezza». Ribadisce che le aziende che opera nella zona hanno tutte una «tradizione industriale specchiata» e in decenni di attività, «non si sono mai verificati casi di malattia professionale».
L’associazione di categoria ricorda anche che le aziende sono sottoposte a controlli periodici di tutti gli organismi competenti (Asl, Arta, Vigili del Fuoco, Forestale etc. etc.), «così come tutte le attività svolte sono rispettose delle, stringenti, indicazioni fornite in sede di valutazioni degli organismi preposti alle fasi autorizzative».
Confindustria fa poi notare che il 14 febbraio scorso, giorno indicato dal Coniv come quello in cui si sarebbero registrate le emissioni irritanti, si è svolta a Punta Penna una manifestazione di grande rilevanza pubblica (era il giorno di arrivo della prima nave portacontainer) a cui hanno partecipato esponenti della politica, autorità civili e militari, imprenditori e operatori dell’informazione pubblica locale.
«Bene», sottolinea Confindustria, «nessuno ha notato o fatto notare la presenza in atmosfera di sostanze irritanti».

NEL DEPURATORE ATTIVITA’ SVERSAMENTI DI VARIO GENERE»
«C’è poi da aggiungere», continua Confindustria nella nota, «che il problema viene avvertito all’interno di un depuratore consortile per il trattamento di acque reflue. A differenza di quello che avviene per le aziende produttrici, in generale, che operano quotidianamente sempre in presenza delle stesse sostanze, purtroppo l’attività all’interno del depuratore è legata a sversamenti di varia natura e vario genere. Vasto su questo aspetto, tra l’altro, vanta anche qualche “fenomeno” non proprio limpido e cristallino che la stessa stampa ha più volte evidenziato con denunce circostanziate di scarichi illegittimi nella stessa rete fognaria della città. Non va dimenticato, purtroppo, che sono stati proprio i depuratori spesso luoghi di morte per molti operatori».
Ma Confindustria pone l’accento anche su chi oggi solleva il problema: «è stato nel passato direttamente o indirettamente coinvolto nell’ambito dell’inchiesta per smaltimento illegale di rifiuti denominata “Open Gates”».
L’inchiesta è quella del 2010 che portò all’arresto di dieci persone da parte del Noe di Campobasso per presunto smaltimento illecito di rifiuti. Tra gli arrestati anche Elio Scurti, perito chimico vastese, che nei giorni scorsi ha lanciato l’allarme.
Quell’inchiesta, condotta dalla procura della Repubblica di Larino, si focalizzò sull'attività del Cosib, il consorzio industriale del Basso Molise a Termoli, e quella del Coniv di San Salvo.
«Se mai qualcuno lo avesse dimenticato», continua Confindustria, «siamo stati noi a chiedere di intervenire con l’acquisto e l’installazione di una centralina per il controllo in continuo della qualità dell’aria. Ma al solito chi critica solo per criticare anche in quella occasione ebbe a che ridire sulla proposta».