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Abruzzo/Petrolio. Sindaco Pineto contro Medoil si appella a Napolitano

Monticelli senza sindaci amici va avanti per la sua strada

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PINETO. Era pronto ad appoggiare il ricorso al Tar del Comune di Roseto.
Ma dopo il silenzio dell'amministrazione rosetana, che ha fatto scadere i termini dei 60 giorni, il sindaco di Pineto Luciano Monticelli ha presentato, a nome del proprio Comune, il ricorso al presidente della Repubblica.
Il primo cittadino ha dunque chiesto la sospensiva del provvedimento con cui il Comitato VIA, il 6 dicembre del 2012, ha dato parere favorevole alla richiesta della Medoilgas Italia, per la ricerca di Idrocarburi liquidi e gassosi nel territorio della provincia di Teramo.
«A mio avviso in questa vicenda è mancata la politica – ha detto Luciano Monticelli nel corso della conferenza stampa di questa mattina – la Regione Abruzzo avrebbe potuto e dovuto ricercare altre strade, piuttosto che accettare passivamente scelte già sperimentate in altre parti, che purtroppo mettono a rischio la salubrità dei territori e la qualità della vita delle comunità».
Il ricorso al presidente della Repubblica è stato predisposto dal segretario generale del Comune di Pineto Federico Cuccolini, che è anche responsabile dell'Ufficio legale dell'Ente.

«QUATTRO PROFILI DI ILLEGITTIMITA’»
Quattro i profili di illegittimità evidenziati nel documento: la violazione dell'articolo 20 del Decreto legislativo 152 del 2006, perchè nella richiesta la Medoilgas ha presentato solo lo studio preliminare omettendo la presentazione del progetto preliminare, carenza che avrebbe dovuto portare al non esame da parte del Comitato VIA dell'istanza; La violazione della legge regionale 10 marzo 2008, secondo cui le attività di prospezione, ricerca, estrazione e coltivazione di idrocarburi liquidi non possono essere ubicate nelle aree naturali protette individuate dalla normativa statale e regionale ( a Roseto c'è l'area protetta denominata Borsacchio): terza illegittimità, un errore di istruttoria del Comitato Via che non ha adottato nessuna prescrizione di esclusione dell'area ricadente nel Comune di Pineto (area ricadente nella foce destra del Fiume Vomano); quarto motivo di illegittimità, la mancata valutazione da parte del Comitato Via, nella zona marina di fronte l'area interessata dall'istanza della Medoilgas, dell'attività di 11 piattaforme offshore e di 22 pozzi in produzione, gestite dalla Adriatica idrocarburi collegate con tubazioni alla centrale di raccolta e trattamento di Pineto.
Secondo diverse sentenze della Corte di Giustizia, il Comitato Via avrebbe dovuto valutare gli effetti cumulativi di sfruttamento minerario, orientamento sostenuto dalla Corte di Giustizia europea.

«BATTAGLIA PER IL TERRITORIO»
«Questa mia battaglia a tutela del territorio è stata sostenuta dalle tante associazioni ambientaliste», ha detto il sindaco Luciano Monticelli. Ad appoggiarlo anche i consiglieri rosetani del PD, con il capogruppo Teresa Ginoble e Simone Tacchetti che hanno sottolineato la non corrispondenza dell'orientamento della Giunta Pavone che, ha annunciato con grande soddisfazione l'approvazione unanime del Consiglio, di una mozione contro la petrolizzazione della Riserva del Borsacchio, mentre poi ha preferito non ricorrere al Tar contro la decisione del Comitato Via.
«Ringraziamo il sindaco Luciano Monticelli per il suo convinto e forte impegno – hanno detto Silvio Pacioni e Armando Di Sabatino del Comitato Anti petrolio di Roseto – a proposito della nostra amministrazione ci chiediamo o non funziona la filiera istituzionale tanto sbandierata, oppure sono convinti che Roseto debba diventare un distretto minerario?».
Il ricorso sarà valutato dal Consiglio di Stato, che dovrebbe pronunciarsi entro 60 giorni.