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Scelta scrutatori: la legge non è uguale per tutti

La legge è una, le interpretazioni mille: scelta diretta e sorteggio casuale

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Scelta scrutatori: la legge non è uguale per tutti





ABRUZZO. Quasi in ogni comune fino a qualche settimana fa si è aperto il dibattito sulla scelta degli scrutatori.
C’è chi si è ostinato a proporre la scelta diretta dei fortunati e chi invece aveva proposto un sorteggio. C’è chi voleva favorire i meno abbienti e chi invece sostiene che la legge «è chiara», ma…
Sul Corriere.it Reportime (la versione quotidiana on line di Report) propone una serie di interviste che fanno emergere tutta la contraddizione del Bel Paese. E si parte da Chieti dove la proposta di sorteggiare è arrivata da Rifondazione comunista ma il governo di Umberto Di Primio (Pdl) ha detto no e si è dunque proceduto alla chiamata diretta.

«Il metodo della chiamata diretta e nominativa», si legge su Corriere.it, «significa che i consiglieri comunali fanno in commissione i nomi e cognomi dei futuri scrutatori. C’è chi si è dato un codice etico (come a Montesilvano), c’è chi dà «priorità ai più giovani nati tra il ‘95 e l’85» spiega l’assessore del Servizio al cittadino di Rimini Irina Imola. «In tal caso le scelte rimangono comunque soggettive tanto da trovare nelle liste degli scrutatori amici e parenti, o anche solo conoscenti, lasciando fuori chi non ha i contatti giusti, come ci racconta il consigliere di Chieti Federico Di Gregorio».
«Un dato di fatto che ha riconosciuto anche chi ha insistito per la nomina diretta: “La discrezionalità di un consigliere nel nominare uno scrutatore sono fatti del consigliere sia che abbia un codice etico sia che non lo abbia, è una legge che permette di fare clientelismi, certo questo si riconosce”, afferma il consigliere del Pdl Costantini. E dato che la legge è stata diversamente interpretata, ogni scrutatore, a seconda del comune di residenza, si è dovuto adattare, sperando nella sorte o dovendo scegliere se rivolgersi o meno a un politico».