RIFIUTI E POLITICA

Abruzzo/Rifiuti, dopo l’emergenza la Ecolan non convoca l’Assemblea che deve sostituire il Cda

Bianco (Pd): «ancora una grave inadempienza»

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Abruzzo/Rifiuti, dopo l’emergenza la Ecolan non convoca l’Assemblea che deve sostituire il Cda

 



LANCIANO. All’improvviso, all’inizio dell’anno, era scoppiata una emergenza rifiuti che ha costretto a manovre di emergenza i sindaci che ricadono nella competenza della società mista Ecolan.
E’ stata solo l’ennesima goccia che ha fatto traboccare il vaso ed ha gettato nuove ombre sulla gestione attuale della società a capitale pubblico che è apparsa quanto meno opaca (visto che un accesso agli atti da parte del Pd non ha avuto ancora piena soddisfazione).
Dunque emergenza rifiuti che è stata attutita da nuovi affidamenti in via di urgenza alla Deco spa dopodichè la raccolta dei rifiuti è andata normalizzandosi ma si tratta pur sempre di scelte d’urgenza e provvisorie.

I sindaci contestualmente avevano richiesto la convocazione della assemblea dei soci per discutere ed essere informati ufficialmente sullo stato dei conti e delle emergenze. Ma c’è anche da affrontare il punto cardine con la revoca del Cda attuale e la nomina del nuovo. La Ecolan, prima ancora di diventare una spa, ha avuto sempre amministratori nominati da amministrazioni comunali di centrodestra mentre con la nuova nomina si potrebbe arrivare alla nomina di un Cda più spostato verso sinistra.
La Ecolan tuttavia ad oggi non ha ritenuto di convocare ancora l’assemblea trascinando ulteriormente un malcontento che si è riverberato pesantemente sulla politica che ha dato luogo a botte e risposte acuite ulteriormente dalla campagna elettorale in corso.
Così lo scorso 9 febbraio 21 sindaci del comprensorio sono tornati a scrivere ai vertici di Ecolan chiedendo la convocazione, sollecitandola ulteriormente.
«Preso atto della grave situazione gestionale della società Ecolan spa, in ultimo stigmatizzata attraverso le “criticità del servizio rifiuti connesse all’operatività degli impianti consortili” da voi riferite in ordine all’interruzione del trattamento presso l’impianto mobile a servizio della discarica», scrivono i sindaci, chiedono la nuova convocazione.


Il problema è che l’assemblea a norma di legge deve essere convocata entro il 19 febbraio , cioè entro martedì prossimo. All’ordine del giorno ci sono la revoca del consiglio di amministrazione in carica, la nomina del nuovo consiglio di amministrazione e l’esercizio di una eventuale azione di responsabilità nei confronti degli attuali amministratori. Si capisce dunque il perché questa convocazione non arrivi.
«Ancora un'inadempienza grave del Cda di Eco.Lan. verso l'Assemblea, dopo che da oltre sette mesi da un accesso agli atti del presidente Pupillo si è ancora in attesa di conoscere le formalità degli incarichi ai consulenti della società», dice Antonio Bianco, consigliere comunale di Lanciano (Pd).
«Una settimana fa un insieme di sindaci rappresentanti oltre la metà del capitale sociale e una maggioranza di voti in assemblea», continua, «hanno richiesto ai sensi di statuto e di legge la convocazione "urgente" dell'assemblea societaria, da tenersi al massimo entro martedì 19 febbraio 2013. Considerati i necessari tre giorni di preavviso, ecco un'altra grave inadempienza del cda di Tartaglia, che conferma il suo atteggiamento sornione rispetto ai sindaci preoccupati di vedere i bilanci comunali ingessati dalla spesa per i rifiuti, come lo sono quelli della Regione dalle spese per la sanità. Come se la storia non avesse nulla da insegnare; come se chissà cosa ci sia da nascondere e chissà quale irrinunciabile interesse o compito da svolgere stando in carica qualche ora di più».