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Abruzzo/Bambino malato nel carcere di Teramo. Il direttore: «strumentalizzazione politica»

La denuncia di Rita Bernardini

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Rita Bernardini

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TERAMO. Nella sezione femminile del carcere di Castrogno è reclusa una madre con un bambino di due anni e mezzo, un bambino nato senza un rene che aspetta un intervento.
La storia l’ha denunciata Rita Bernardini, deputata della delegazione radicale nel Partito Democratico che due giorni fa ha fatto visita al penitenziario teramano. Con lei c’erano anche Marco Pannella e Orazio Papili, candidato alla Camera nella lista Amnistia giustizia e libertà.
Il piccolo, secondo quanto denunciato da Bernardini, non ha mai ricevuto visite pediatriche, nè tantomeno specialistiche. Inoltre la deputata ha raccontato che in alcune sezioni del carcere è stata avviata l'esperienza delle celle aperte e che la struttura, a causa del sovraffollamento, «è totalmente illegale e fuori dalla Costituzione».
Il direttore della casa circondariale Stefano Liberatore, sostiene invece che la situazione sia sotto controllo e accusa i referenti di Amnistia Giustizia e Legalità di strumentalizzazione politica.
Bernardini però non ci sta: «nessuna strumentalizzazione», assicura, «quanto piuttosto un’inutile e sterile polemica da parte dello stesso direttore».
La deputata racconta che la storia del bambino malato l’ha appresa da una lettera che le detenute della sezione femminile di Castrogno le hanno letto . «La circostanza», continua Bernardini, «mi è stato altresì confermato dalla madre del bimbo nel corso di un colloquio. Il direttore del carcere di Teramo lasci dunque da parte ogni polemica, e si preoccupi piuttosto di tutelare la salute del bimbo».