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Abruzzo/Acqua, Cam: i debiti lievitano e i crediti vanno in prescrizione. Ora si rischiano pignoramenti

Domenica raccolta di firme di Rivoluzione Civile

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Abruzzo/Acqua, Cam: i debiti lievitano e i crediti vanno in prescrizione. Ora si rischiano pignoramenti



AVEZZANO. E’ una situazione disperata quella che investe il Cam, il Consorzio acquedottistico marsicano.
Un mese fa il nuovo cda ha fatto una ricognizione dei debiti e c’è da mettersi le mani nei capelli: il presidente Lorenzo De Cesare subito dopo il suo insediamento ha chiesto copia dei documenti ufficiali. Gli sono stati consegnati subito. Talmente presto che si pensa che nella fretta qualcosa possa essere sfuggito.
E tra le carte c’è la conferma dei numeri tragici dei debiti: 35,3 i milioni quelli scaduti più altri 15,2 non scaduti.

DEBITI SCADUTI
La lista dei debiti scaduti è bella lunga: ci sono i fornitori ai quali l’ente deve 23 milioni di euro. Un altro milione e mezzo se ne va tra le rate dei finanziamento Unicredito, 2,9 milioni di Inpdap, 2,1 milioni all’Erario, 116 mila euro di rata di mutuo, 3 milioni di mutui da rimborsare ai Comuni soci più 1,9 milioni alla Soget.
A fronte dei debiti verso fornitori scaduti sono partiti anche una serie di decreti ingiuntivi: 9,4 milioni di euro. Diversi crediti ingiuntivi sono scaduti dunque potrebbero arrivare azioni esecutive, come per esempio il pignoramento dei conti correnti. Insomma, di male in peggio. Quello nei confronti di Burgo Energia (5,6 milioni) è in opposizione e presto potrebbe esserlo anche quello di Hera Com Srl da 2,7 mln di euro.
Ci sono poi altri 15,2 milioni di debiti a scadere a fronte di somme disponibili liquide di appena 276 mila euro.

I CREDITI
Ma il Cam ha anche crediti scaduti nei confronti di clienti per poco meno di 25 milioni di euro. Di questi 5,6 milioni sono relativi agli anni 1996-2007 e dunque sono potenzialmente prescritti (si prescrivono in 5 anni) e per i quali non è iniziata una azione di recupero. Secondo una stima del Consorzio non meno del 40% dei crediti non saranno mai incassati. Anche su questo fronte, dunque, le notizie sono pessime.
Solo nel 2011 il Cam alla voce ricavi ha visto corrispondere 13 milioni di euro ma solo 10 sono stati incassati. Sette se ne vanno ogni anni per il costo del personale mentre altri 6 vengono spesi per l'acquisto di energia elettrica. Di diecimila euro sotto al milione, invece, le consulenze.

LA RACCOLTA FIRME
E domenica prossima una raccolta firme partirà in quattro comuni della Marsica (Avezzano, Luco Dei Marsi, San Benedetto Dei Marsi e Celano) per denunciare proprio la grave situazione del bilancio del Cam. L’iniziativa è stata annunciata questa mattina, in occasione della presentazione dei candidati nella lista “Rivoluzione Civile – Ingroia”. «La Marsica è la mia terra – ha detto la candidata Sefora Inzaghi - che ha bisogno di essere riscattata, dopo anni di cattiva politica che ne hanno determinato l’impoverimento». La sua rivoluzione civile è cominciata nel 2007 quando la multinazionale PowerCrop voleva costruire un inceneritore a Biomasse (tra i più grandi in Italia) proprio ad Avezzano.
Ha parlato di salasso in arrivo sulle bollette per i cittadini della Marsica Carlo Costantini che ha denunciato una situazione di «sospensione della democrazia» sulla questione del Cam «che si concluderebbe come tante altre storia del paese: con i furbi ed i disonesti che l'avranno fatta franca e con la povera gente che dovrà pagarne le conseguenze».
«La società pubblica – ha continuato - dovrebbe gestire gli interessi dei cittadini da anni, invece, gestisce gli interessi privati dei partiti che l'hanno lottizzata, sino a produrre un debito mostruoso di oltre 50 milioni di euro. C'e una base di sindaci azionisti di centrodestra che per anni ha incoronato presidente un amministratore del Partito Democratico, mai messo in discussione e solo di recente spostato dal suo ruolo di controllato (comitato di gestione) a quello di controllore (comitato di sorveglianza). Ci sono Sindaci azionisti - non tutti, ma tantissimi - che dovrebbero esercitare il controllo sulla gestione della società pubblica e che, invece, barattano il loro voto in assemblea con le peggiori pratiche clientelari. Ci sono stati, invece, amministratori, cittadini, associazioni ed i partiti che oggi compongono Rivoluzione Civile, che da anni chiedono che a pagare sia chi ha sbagliato e non i marsicani».
Sulla stessa linea Alfonso Mascitelli, capolista al Senato, che ha ricordato quanto già fatto in Senato sulla questione delle società partecipate, annunciando nuovi provvedimenti legislativi sulla trasparenza e la partecipazione dei cittadini alla governance.