GIUSTIZIA

Abruzzo/Giustizia tributaria: nel 2012 affrontati ricorsi di 40 anni fa

«Difficile reperire i contribuenti»

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Abruzzo/Giustizia tributaria: nel 2012 affrontati ricorsi di 40 anni fa




L’AQUILA. Nel 2012 sono stati 4.626 i ricorsi alla Sezione Abruzzo della Commissione Tributaria Centrale.
I dati, diffusa nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario tributario, evidenziano, secondo il presidente del secondo Collegio della Commissione, Luciano Rasola, «un'attività altamente produttiva con i due collegi capaci di garantire due udienze mensili ciascuno con ruoli di 40 ricorsi per ogni udienza e quindi con un carico di lavoro di quasi 160 ricorsi esaminati e decisi mensilmente, distribuiti tra i cinque giudici che compongono ogni sezione».
In un anno di lavori i due collegi hanno deciso 3.981 ricorsi, di cui 1.244 con ordinanze e decreti, e 2.737 definiti con sentenze già depositate e pubblicate. «La pendenza dei residui 645 ricorsi - spiega Rasola nella sua parte di relazione - non riguarda ricorsi da decidere, ma ricorsi decisi e per i quali si è in attesa del deposito e della pubblicazione delle relative sentenze».
Un risultato raggiunto «nonostante le difficoltà incontrate, costituite dal fatto che bisognava decidere ricorsi risalenti nel tempo, ricorsi cioé spesso di 35 o 40 anni fa, per i quali il più delle volte è stato difficile reperire i contribuenti, sia nel caso di persone fisiche, sia nel caso di persone giuridiche».
Il presidente facente funzioni della Commissione tributaria regionale dell'Abruzzo, Romolo Como, ha invece denunciato le difficoltà a operare a quattro anni dal terremoto del 6 aprile 2009.
«Non possiamo che mantenere questa situazione di disagio, peraltro non solo dei nostri uffici ma anche di quelli attualmente ospitati, pur nel rammarico di aver visto trascorrere quasi quattro anni dal sisma senza che sia stata seriamente avviata l'opera di ricostruzione in tutti i settori, pubblici e privati».
Ricordando l'auspicio di una «soluzione definitiva» fatto l'anno scorso nella stessa cerimonia, Como ha sottolineato che «resta disatteso ancora per un tempo che, a voler essere a mia volta ottimista, non sarà inferiore a un altro anno», citando tra le cause «come spesso accade nel nostro Paese» anche «lungaggini di burocrazia e forse errori di valutazione nelle varie fasi della ricostruzione».