OPERE E CONTESTAZIONI

Metanodotto e centrale Snam di Sulmona: stop dalla Regione Abruzzo

La battaglia contro l’opera si sposta ora sul fronte nazionale

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Metanodotto e centrale Snam di Sulmona: stop dalla Regione Abruzzo


ABRUZZO. Arriva un primo stop sul percorso del grande metanodotto Snam Brindisi-Minerbio.
Questa mattina la conferenza dei servizi convocata dalla Regione Abruzzo per il rilascio dell'Autorizzazione Integrata Ambientale della Centrale di Compressione di Sulmona si è chiusa negando l'autorizzazione alla Snam.
Davanti agli uffici della regione di via Passo Lanciano a Pescara si sono ritrovati una cinquantina di persone dei comitati per l'ambiente di Sulmona che hanno fatto sentire la loro presenza.
I manifestanti hanno chiesto a gran voce di respingere la richiesta della Snam e di chiudere il procedimento.
 Al sit-in hanno partecipato anche alcune associazioni ambientaliste, tra cui Wwf e Lipu, e Rivoluzione Civile. Una delegazione dei comitati ha preso parte alla Conferenza per illustrare il parere dei cittadini.
«Il Collegio regionale per le garanzie statutarie - affermano i manifestanti - ha sancito che il procedimento in corso per la concessione dell'Aia alla centrale Snam è illegittimo. Il parere reso dal consiglio, infatti, ha evidenziato chiaramente il contrasto con la legge regionale 28 del 2012, che vieta la realizzazione di grandi metanodotti, con annesse centrali, in aree sismiche di primo grado».


La centrale di compressione è un tassello importante per il funzionamento complessivo del metanodotto lungo 687 chilometri che la Snam, tra mille contestazioni, vuole costruire seguendo l'Appennino incrociando così zone di altissima sismicità.
L'opera è fortemente contestata dai cittadini e dagli enti locali, come il Comune di L'Aquila. Anche diversi consigli regionali e la stessa commissione ambiente della Camera hanno votato mozioni contrarie all'opera per il rischio sismico e l'enorme impatto sull'ambiente (basti pensare che dovrebbe interessare 3 parchi nazionali e 21 siti di interesse comunitario).
Alla base del parere negativo della Conferenza dei Servizi è la legge 28/2012 della Regione Abruzzo che vieta il rilascio dell'intesa con lo Stato per la realizzazione di grandi metanodotti e opere accessorie come la centrale di compressione di Sulmona in aree ad alta sismicità.
«Una legge che appare di buon senso», afferma il Wwf, «non è stato dello stesso avviso il Governo Monti che ha incredibilmente promosso un ricorso alla Consulta che ora si dovrà esprimere. In caso di bocciatura della Legge regionale, magari solo per questioni relative al riparto delle competenze e non già per i contenuti, il procedimento potrebbe ripartire. La Snam in conferenza dei Servizi, contando proprio su questo ricorso, ha provato a chiedere la sospensione del procedimento per non giungere alla chiusura in senso negativo della stessa in attesa del giudizio».


La conferenza dei servizi ha invece dato parere negativo e ora la Snam dovrà iniziare di nuovo l'intero iter qualora la Consulta dovesse bocciare la legge regionale.
Il Wwf ritiene «sconcertante la mossa del Governo volta a rimuovere una legge regionale dai contenuti ineccepibili per la tutela della sicurezza del territorio e promuovere un'opera che nessun cittadino vuole e che interessa solo ai grandi affari delle multinazionali dell'energia».

Il comitato cittadino per l’ambiente invece definisce «vergognoso il comportamento della Provincia che, non solo era assente, ma ha inviato un parere favorevole alla realizzazione della centrale, a firma del suo dirigente tecnico».
«In questo modo», spiega il comitato, «sono state calpestate ben tre delibere di contrarietà votate unanimemente dal Consiglio Provinciale e vengono ignorate le normative e tutti i pronunciamenti che al riguardo si sono avuti da parte di numerosi organi istituzionali. Il Presidente Del Corvo e la Vice Presidente Di Nino, delegando la gestione del territorio ad un funzionario, dimostrano di essere delle nullità sul piano politico e, per il bene delle comunità amministrate, dovrebbero, se hanno un minimo di dignità,  lasciare l'incarico che è stato loro affidato dagli elettori».

Intanto la società promotrice del progetto «prende atto»
«Sarebbe stato pertanto opportuno», si legge in una nota della Snam, «sospendere la determinazione finale in attesa del giudizio della Corte Costituzionale».
 La Snam Rete Gas ricorda, in un documento trasmesso alla Regione e reso noto alla stampa, che l'istanza per il rilascio dell'Aia (autorizzazione integrata ambientale) per la centrale di compressione di Sulmona è antecedente all'entrata in vigore della Legge 28 e che «il Governo ha depositato, il 4 settembre 2012, presso la cancelleria della Corte Costituzionale, il ricorso per questione di legittimità costituzionale della Legge, in particolare dell'art. 3 della stessa».
 Pertanto Snam Rete Gas chiede al responsabile del procedimento di «aggiornare la Conferenza di Servizi affinché possano essere opportunamente valutate, sotto il profilo tecnico, le integrazioni documentali consegnate da Snam Rete Gas in data odierna».
La Snam ha chiesto anche il congelamento della decisione proprio in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale.