RISORSE NATURALI

Terme Caramanico, il sindaco: «in mano all’ente pubblico per migliorare la fruibilità»

«Ricadute benefiche per tutti»

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Caramanico Terme




CARAMANICO TERME. Le terme non chiuderanno, anzi l’intento del Comune è quello di renderle tutte fruibili (anche quelle attualmente chiuse) e possibilmente gestite dal pubblico.
L’attenzione rimane fissa sul futuro della gestione delle Terme di Caramanico che, in conseguenza delle nuove norme entrate in vigore, non può essere prorogata alla medesima società che le ha ricevute in affidamento dal lontano 1943.
«Studi di settore da noi condotti negli ultimi anni hanno evidenziato la pressante necessità di tornare ad utilizzare anche una modesta quantità della risorsa naturale a beneficio dell’intera collettività», ha detto il sindaco Mario Mazzocca, «utilizzando i pozzi attivi ancorché non funzionanti mettendoli a disposizione della realtà locale. L’intento è quello di ampliare l’offerta turistica, oltre che di rendere concretamente possibile l’allungamento del periodo di apertura dello stabilimento termale (almeno 10 mesi l’anno), con conseguenti ed indubbie benefiche ricadute sia nei confronti delle risorse umane utilizzate che dell’indotto socio -economico».
«Lo strumento», continua il sindaco, «per trasformare la criticità in opportunità di sviluppo esiste da oltre un decennio: l’art. 4, comma 2, della vigente Legge Regionale sul Termalismo (n.15/2002) prevede che “La Regione e gli Enti pubblici e privati possono sottoscrivere accordi di programma, intese istituzionali o porre in essere altre forme di cooperazione per la promozione, valorizzazione e realizzazione di un sistema integrato delle attività”. E’ quanto noi andiamo chiedendo da tempo, restando continuamente inascoltati. La tempestiva sottoscrizione di un accordo di programma fra privato Comune e Regione, infatti, determinerebbe velocemente e concretamente il consolidamento della locale attività termale nel tempo, fornirebbe una reale prospettiva di stabilità al numeroso personale impiegato (da sempre a tempo determinato e solo per alcuni mesi l’anno) e consentirebbe la messa a disposizione del quantitativo occorrente della risorsa naturale ‘acqua’ anche ai locali operatori turistici. Né più né meno di quanto accade già nella stragrande maggioranza delle località termali italiane».
«Come è nostra consuetudine», conclude il sindaco, «a breve disporremo la pubblicazione sul sito internet comunale di tutti i documenti essenziali dell’annosa vicenda, dal contratto del 1943 ad oggi, affinché chiunque possa leggere direttamente gli atti e, anche con la convocazione di una pubblica assemblea, possa giudicare costantemente la correttezza del nostro operato».


La recente determina della Provincia di Pescara, -spiega ancora il Comune di Caramanico- con cui l’ente ha negato alla “Società delle Terme Spa” il rinnovo della concessione mineraria delle sorgenti di acque (sulfurea e idropinica) “S.Croce-Pisciarello”, altro non è che «un atto dovuto conseguente all’entrata in vigore della Legge Regionale n.64 del 18 dicembre 2012 (da noi appresa quasi per caso) che ha modificato la legge regionale sul termalismo del 2002».
La norma introdotta dalla Regione vieta il rinnovo della concessione e prevede sia il divieto dell’affidamento diretto senza gara che l’obbligo di espletare una gara pubblica. Altra introduzione della Legge Regionale n.64/2012 incide sostanzialmente anche sull'altra sorgente denominata "La Salute", quando all’art. 42 dispone che “le concessioni perpetue date senza limiti di tempo … sono trasformate in concessioni temporanee della durata di venti anni” a decorrere dall’aprile 2006.
Il presidente della Provincia di Pescara invece tiene a precisare che: «non c’è stato alcun diniego da parte della Provincia. L’articolo 47 che prevedeva il rinnovo delle concessioni è stato abrogato e ora, alla luce della nuova normativa comunitaria e regionale, la Provincia non ha più competenza in materia di acque minerali e termali. Quindi sarà la Regione, che entro maggio, dovrà indire una gara ad evidenza pubblica per il rilascio delle concessioni».
«La nuova normativa», spiega l’assessore provinciale Lattanzio, « stabilisce che è la Regione competente
al rilascio di una nuova concessione a soggetti pubblici e privati, previo esperimento di una procedura pubblica. Quindi è errato sostenere che è la Provincia a negare la concessione in quanto stiamo solo rispettando la legge».