TURISMO

Gran Sasso Teramano: «tutti uniti abbiamo salvato la stagione»

«Ritrovato clima di collaborazione»

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Gran Sasso Teramano: «tutti uniti abbiamo salvato la stagione»




TERAMO. Soddisfazione per essere riusciti a “salvare” la stagione invernale.
Ieri sera in Provincia riunione con il Comune di Pietracamela, la Gran Sasso Teramano e gli operatori turistici per parlare del futuro.
C’erano il sindaco e il vicesindaco di Pietracamela, il presidente e del direttore della Gran Sasso Teramano e di tutti gli operatori turistici del comprensorio. E’ stato condiviso un percorso per superare in maniera definitiva i problemi che hanno caratterizzato gli ultimi mesi: primo fra tutti la messa in funzione della cabinovia e degli impianti di risalita dopo la scadenza del contratto con la Sangritana.
«Un ritrovato clima di collaborazione che ha consentito di salvare la stagione invernale con la riapertura degli impianti e anche se la neve non è caduta generosa, l’operazione che si è riusciti a compiere ha favorito il superamento di molte incomprensioni», ha dichiarato ieri sera il presidente Valter Catarra.
La riunione è servita a fare il punto della situazione rispetto alle problematiche aperte: l’esperimento di una gara per l’affidamento pluriennale degli impianti; la rapida conclusione dell’iter amministrativo che consentirebbe di passare all’incasso del fondi FAS; la risoluzione dei problemi, anche qui di tipo amministrativo, fra il Comune di Pietracamela e quello di Isola del Gran Sasso sulla proprietà dei terreni dove insiste la stazione d’arrivo della cabinovia.
Ottimista il sindaco di Pietracamela, Antonio Di Giustino, e il presidente della Gran Sasso Teramano, Marco Bacchion: «Questa stagione, che ci ha visti tutti insieme e dalla stessa parte, può rappresentare un nuovo inizio che ci fa guardare al futuro con un ritrovato ottimismo».
Il presidente Catarra ha voluto sottolineare il «fondamentale ruolo svolto dagli operatori turistici locali, a partire dalla Siget per finire agli albergatori, che si sono spesi personalmente per salvaguardare non i loro interessi ma un progetto di rilancio che riguarda tutto il territorio montano del Gran Sasso teramano».