POLITICA E CEMENTO

Pescara, Fli minaccia Mascia: «se il Pp2 passa andiamo al Tar»

Domani in Consiglio sfilza di pregiudiziali ed emendamenti

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PESCARA. Sull’accordo di programma che venerdì verrà discusso in Consiglio Comunale e che prevede lo stralcio dell’ex Cofa dal PP2, il Fli aspetta la maggioranza al varco.
Il gruppo consiliare di minoranza ha le idee chiare e sa come procedere. Massimiliano Pignoli è tornato a contestare la decisione del governo cittadino di bypassare il Consiglio Comunale, ricorrendo ad una decisione di Giunta.
Domani, però, per l’approvazione il centrodestra dovrà discutere con l’intera opposizione. Il Fli, come annunciato nei giorni scorsi già dal Pd, «non mollerà di un millimetro, visto che abbiamo preparato pregiudiziali ed emendamenti che presenteremo nel corso dell’assise civica».
Il coordinatore cittadino di Futuro e Libertà per l’Italia Fabio Di Paolo ha affrontato anche gli aspetti tecnici e non solo politici del PP2. «Attendiamo la deliberazione del Consiglio Comunale - e ci riserviamo nel caso in cui la Maggioranza Consiliare dovesse ratificare l’accordo di programma , di proporre un ricorso dinanzi al
Tar poiché il procedimento amministrativo risulta a nostro giudizio affetto da plurimi profili di illegittimità ed in violazione di legge. Noi – ha detto Di Paolo - non siamo contrari ad un intervento di riqualificazione di un’area della città importante e strategica come quella dell’Ex Cofa, e vogliamo anzi confrontarci sui contenuti con la città, ma non possiamo condividere il metodo utilizzato dall’amministrazione comunale che sostanzialmente intende approvare una variante al Prg al buio e senza che vengano indicati e illustrati
i programmi e le opere che si intendono realizzare».
Intanto il consiglio della Circoscrizione Pescara Portanuova ha votato contro in maniera bipartisan la decisione di Giunta sul PP2.
Ieri della questione si è parlato anche in Commissione Urbanistica. Dure critiche sono arrivate non solo dall’opposizione ma anche dai consiglieri dell’Udc. I consiglieri di centrosinistra hanno ribadito la necessità e l’«obbligo imprescindibile» di una procedura «chiara e trasparente nei contenuti quanto pienamente legittima sotto il profilo amministrativo».
«Il ricorso all’accordo di programma», hanno fatto notare ancora una volta i consiglieri del Partito Democratico, «non può avvenire al di fuori delle prescrizioni imposte dalla legge regionale di recepimento di tale istituto – l.r. 18/1983 – che richiede la presentazione, da parte del soggetto che attiva la procedura della conferenza dei servizi, di una puntuale e dettagliata programmazione e progettazione di quanto da realizzarsi e che evidenzi l’interesse e l’utilità dell’ente a maggior interesse, in questo caso il Comune, che non può ridursi all’effimera volontà di riqualificazione di quell’area già abbondantemente ed esaustivamente definita con lo strumento urbanistico dello stesso Piano Particolareggiato».
La bocciatura della proposta di delibera, da parte della Commissione, era quasi certa, dicono i consiglieri Enzo Del Vecchio, Florio Corneli e Camillo D’Angelo. La maggioranza ha preferito ritirarsi per approfondire l’argomento del quale si tornerà a parlare oggi alle 18.00.