RISORSE NATURALI E PROFITTI

Terme di Caramanico, il Comune chiede l’intervento della Regione

Comune chiede subentro della gestione pubblica

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TERME




CARAMANICO TERME. Aprire immediatamente il complesso termale annesso alla concessione mineraria denominata “la Salute”.
Il Comune di Caramanico parte all’attacco e si rivolge alla Regione Abruzzo affinchè si possa risolvere una situazione generata dall’inerzia per ripristinare servizi e sfruttare al meglio le potenzialità della natura.
La vicenda nelle ultime settimane sta assumendo connotati sempre più intensi da quando la Provincia di Pescara non ha rinnovato la concessione per lo sfruttamento delle terme denominate Santa Croce-Pisciarello in capo ad una azienda privata dal 1943. Secondo la Provincia sarebbero intervenute nuove norme, anche di carattere comunitario, che impedirebbero il prolungamento della concessione alla fine del contratto (maggio 2013) poiché è necessario oggi espletare una gara pubblica per il nuovo affidamento.
Diversa invece la situazione delle terme denominate “la Salute” la cui concessione in capo alla stessa ditta scadrà tra 20 anni.
Oggi il Comune intravede norme e condizioni che potrebbero favorire l’abbandono del privato ed il subentro del pubblico nella gestione delle Terme di Caramanico. Anche perché, almeno per la seconda concessione, vi potrebbero essere diversi profili di illegittimità.


Sul tavolo ci sono alcuni indizi di presunta nullità o anomalie del contratto sottoscritto nel 1943 nel quale il Comune -in pieno fascismo- cedeva al privato terreni, lo stabilimento termale e l’albergo annesso. Nell’accordo la società si impegnava tuttavia a mantenere aperti e funzionanti sia il complesso termale che l’albergo se non altro nel periodo 15 giugno – 15 settembre di ogni anno.
Ora però la sospensione della attività che si protrae da tempo non è stata autorizzata dalla Regione che dovrà pronunciarsi in merito. Il Comune si è affidato all’avvocato Claudio Di Tonno, esperto in materia, prima chiamato dalla Regione come consulente per la redazione del piano cave regionale e poi soppiantato da un nuovo gruppo di esperti sulla cui nomina però si è acceso un pericoloso contenzioso che pare sia appena all’inizio. Secondo il parere del tecnico sarebbe la Regione a dover stabilire se l’interruzione dello sfruttamento della concessione “La Salute” sia atto regolare. Sta di fatto che, secondo il Comune, l’interruzione crea un danno poiché lo sfruttamento di terme e miniere risponde prima di tutto ad un interesse pubblico e tenere chiuse le terme significa fare i conti con una economia in perdita per il territorio.
Rimane sullo sfondo per ora la questione della presunta nullità del contratto di cessione del 1943 e la vicenda dell’albergo annesso che il Comune vorrebbe recuperare insieme allo sfruttamento delle concessioni termali. La palla ora passa al settore competente della Regione.