POLITICA

Abruzzo/Oggi D’Alfonso torna in Comune dopo 4 anni e 2 mesi

Ieri prima uscita pubblica a Teramo: «nessuna caccia a Chiodi»

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Luciano D'Alfonso

Luciano D'Alfonso



PESCARA. Oggi Luciano D’Alfonso ritornerà per la prima a Palazzo di Città dopo l’arresto, nel dicembre del 2008.
Nel giorno degli innamorati tornerà tra quelle pareti che tanto ha amato. ‘Pescara ricomincia da te: ripensiamola insieme’, si chiama così l’evento organizzato dal Pd (inizio ore 10) nell’aula del Consiglio comunale. Parteciperà anche lui e si prevede il bagno di folla. Sarà la sua prima uscita pubblica nella città che ha amministrato prima che l’inchiesta della procura pescarese lo travolgesse.
L’ex sindaco entra dunque nel territorio di Luigi Albore Mascia che dopo la sentenza di assoluzione non ha rilasciato nessun commento, a differenza di tantissimi esponenti di centrosinistra e centrodestra che hanno manifestato solidarietà politica e umana a D’Alfonso. I giornali parlano stamattina di una lettera che ieri Mascia avrebbe spedito a consiglieri e assessori spronandoli ad andare avanti «Serrate le file, ci aspettano altri 15 mesi di impegno per la città». C’è chi teme la spallata e domani ci sarà il primo test politico quando in aula approderà la delibera sul Pp2 e area ex Cofa http://www.primadanoi.it/news/cronaca/537419/Accordo-ex-Cofa--Acerbo-si.html , argomento scottante già ben prima dell’arrivo della sentenza.
Il Pd è in fibrillazione: da tempo il partito sostiene che il sindaco in carica dovrebbe tornare a casa. Ma adesso, dopo che la giustizia ha certificato in primo grado la non rilevanza penale dell’operato di D’Alfonso, qualcuno si aspetta che la maggioranza Mascia, già traballante da mesi, crolli definitivamente.
Il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, sottolinea però che la sentenza di assoluzione non può giustificare un eccesso di entusiasmo da parte di alcuni esponenti del suo partito «che sono arrivati addirittura a contestare l'esito di un democratico confronto elettorale. Luigi Albore Mascia è divenuto sindaco di Pescara in occasione di una competizione elettorale regolare. Pertanto suggerirei agli sprovveduti che alzano la voce fuor di luogo di mantenere un comportamento più equilibrato e più rispettoso della volontà popolare».
A questo appello si è accodato anche il senatore uscente del Pdl Filippi Piccone: «Mascia è stato eletto con ampio consenso. Un voto che all'epoca scaturì effettivamente dallo scioglimento anticipato della legislatura, ma che tuttavia venne espresso nell'alveo di un percorso democratico mai contestato da alcuno. Ecco perché oggi - sostiene Piccone - affermo con convinzione che non si possa e non si debba parlare di maggioranze non legittimate».
Alfonso Mascitelli, candidato senatore per Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia non ha risparmiato colpi al Partito Democratico: «quello che ci allontana da loro è il loro garantismo a corrente alternata, perché gli abruzzesi ricorderanno che, dopo le vicende giudiziarie di due assessori regionali del centrodestra, sia il segretario regionale del Pd che il suo capogruppo in Regione richiesero le dimissioni di Chiodi. Doveva dimettersi perché aveva la tessera di partito sbagliata o perché regole elementari di comportamento etico e politico valgono per tutti?»

D’ALFONSO RIPARTE DA CHIODI
Intanto D’Alfonso è già in pista ad affiancare il suo partito nella cavalcata finale verso le Politiche. Il suo primo comizio lo ha tenuto ieri sera a Teramo, fortino del governatore Gianni Chiodi (i due probabilmente si sfideranno alle prossime regionali). «La ricreazione è finita per tutti i pigri», ha detto sul palco, vicino a Dario Franceschini. «C'é stata fino ad oggi una stagione di prevalenza della pigrizia, della superficialità e dell'occasionalità. Voglio dare un contributo a partire dallo scuotimento delle idee e dell'avvicinamento delle esperienze migliori che si sono realizzate in Italia e in Europa».
D'Alfonso si augura che la competizione elettorale per il Parlamento, in Abruzzo, «sia una competizione in alto, a favore delle giuste attese dei cittadini, delle persone, dei giovani e delle imprese».
Ha ribadito di non aver alcun risentimento «e con questo spirito vivrò i tempi futuri sia della mia dimensione di cittadino che di persona che ha premura per la vicenda collettiva. Per quanto riguarda il dopo, avrete tante occasioni per cogliere cosa accadrà».
«Per il D'Alfonso politico», ha continuato, «c'é l'impegno con alcuni amici con cui ho animato due belle realtà associative, 'Europa prossima' e 'Scuola di regione'». Dalla platea qualcuno gli domanda se sia arrivato a Teramo per la 'caccia' a Chiodi.
«Nessuna caccia a Chiodi», assicura.