POLITICA E CEMENTO

Abruzzo/L’Aquila, Centro commerciale sotterraneo in piazza Duomo: scatta ipotesi referendum

Cialente: «non conosco il progetto e non l’ho mai visto»

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piazza duomo l'aquila prima del terremoto

Piazza Duomo (2008)





L’AQUILA. «Un progetto che io ancora non conosco, che nessuno ancora ha mai visto, eccetto la commissione di tecnici che ha già sollevato alcuni dubbi su alcuni aspetti».
Così questa mattina il sindaco Massimo Cialente ha cercato di spegnere le polemiche che si sono accese sul progetto del fantomatico centro commerciale sotterraneo (due piani sotto terra con parcheggio) che potrebbe nascere sotto la centralissima Piazza Duomo, con ingresso da via dell’Arcivescovado.
Il primo a parlare di questa soluzione, che prevederebbe un investimento di 34 milioni di euro, è stato un mese fa proprio Cialente. Dopo l’annuncio è scoppiata l’onda polemica che ha toccato varie punte: dalla mancata trasparenza all’accusa di speculazione edilizia, dal pericolo sismico ai danni che porterebbe ai commercianti della città.
Insomma L’Aquila ha già cominciato a discuterne ma di concreto non c’è ancora nulla.
Oggi il sindaco ha ammesso che lui il progetto non lo conosce. Da qui l’invito alla calma e ad aspettare la naturale evoluzione degli eventi. «Forse», ha detto, «da fastidio che il sindaco abbia voluto coinvolgere in primis la Città. Questo è il primo vero project financing del dopo terremoto che ci viene presentato, un progetto che per legge prevede che chiunque venga a proporci un project financing».

«IO NON L’HO MAI VISTO, PROCEDURA COME PER LEGGE»
L’amministrazione, per legge, ha 150 giorni per dire se il progetto sia di interesse pubblico o meno. E come da legge, ha confermato l’amministratore pubblico, è già stata istituita una commissione tecnica, («e non politica», ha sottolineato) deputata ad avviare un confronto con i progettisti. Poi verrà nominato un Responsabile unico del procedimento e conseguentemente verrà convocata una pre- conferenza di servizi per capire se la Sovrintendenza Regionale approverà o meno il progetto.
Cialente ha confermato che a conoscere il progetto sono solo un paio di persone: «nessuno lo ha mai visto, eccetto la commissione di tecnici che ha già sollevato alcuni dubbi su alcuni aspetti, che condividerà in un confronto con i progettisti. Parlare, quindi, di procedimento pittoresco o di proposta dell'amministrazione è una scorrettezza dettata dalla ignoranza o dalla cattiva fede. Resta il fatto che abbiamo un centro storico di 400 ettari e, se crediamo di pedonalizzare, bisogna capire dove i residenti dovranno lasciare le auto. Anche questo sarà un dibattito da avviare, indipendentemente da ciò che si deciderà per questo project financing».

IPOTESI REFERENDUM
Le ipotesi, pertanto restano due: qualora la Sovrintendenza dovesse accettare il progetto, lo stesso verrebbe portato in Consiglio Comunale, preceduto in caso anche da un referendum. Qualora, invece, il progetto non venisse approvato dalla Sovrintendenza, passerebbe in Consiglio solo come presa d’atto di un no e, a questo punto, verrebbe meno anche la necessità del referendum.
«Ricordiamoci della metropolitana – ha commentato il sindaco – se l’amministrazione Tempesta avesse affrontato il progetto come stiamo facendo noi adesso, avrebbero saputo subito che la metropolitana non sarebbe potuta passare per via Roma perché la Sovrintendenza avrebbe immediatamente dato parere negativo. A quel punto non si sarebbe avviata un’opera faraonica che si sarebbe rivelata, come poi accaduto, priva di futuro».

«TUTTI I DOCUMENTI SIANO PUBBLICI»
Rosanna Di Gioacchino, candidata alla Camera per la lista “Scelta civica – Con Monti per l’Italia” chiede la massima trasparenza: «sarebbe opportuno sapere se tale opera rientra nella programmazione delle opere pubbliche del Comune dell'Aquila e se antecedentemente sia stato effettuata una analisi di prefattibilità dell'intervento; la finanziabilità e sostenibilità del progetto, ossia la sua attitudine a produrre nel suo ciclo vitale entrate sufficienti a coprire i costi di realizzazione, oltre che remunerare i finanziatori e i promotori dell'operazione».
Infine Di Gioacchino auspica la massima trasparenza, sia nelle procedure che nelle scelte conseguenti. «Tutti gli atti relativi al progetto devono prevedere la pubblicazione sul sito del Comune. L'Aquila non può ritrovarsi di fronte ad una possibile ed ulteriore “opera incompiuta”, come quella della metropolitana di superficie, per la quale solo ora vengono a galla i danni economici, con un costo per la collettività aquilana pari ad oltre 8 milioni di euro».

«C’E’ ANCORA LA MAGGIORANZA PER GOVERNARE?»
L’Aquila Città Unita si domanda invece se la secca e decisa presa di distanza al project financing di Sinistra Ecologia e Libertà, attraverso il suo assessore Betty Leone ed il segretario provinciale Giustino Masciocco, non ponga «un serio e gravissimo problema politico che non può essere ignorato dai candidati Lolli e Pezzopane candidati nello stesso PD del Sindaco Cialente».
«Il sindaco Cialente del Pd ha ancora una maggioranza solida che gli consente di governare una Città difficile come la nostra?»

Alessandra Lotti