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Ospedale Sulmona, quattro nuovi test per scoprire malattie o intolleranze

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Ospedale Sulmona, quattro nuovi test per scoprire malattie o intolleranze

SULMONA. Chiarire in pochi giorni i sospetti di un tumore alla tiroide, rimasti insoluti dopo i normali esami,  senza l’ansia  di un  anno di attesa per un nuovo accertamento; oppure individuare in una settimana, evitando tentativi lunghi e stressanti, l’appropriato dosaggio degli anticoagulanti orali per embolie e ictus.




Sono due dei quattro nuovi esami, di alta investigazione, messi a punto all’ospedale di Sulmona, unica struttura pubblica in Abruzzo a praticarli. Una sanità di nicchia, perfezionata nell’ambito della Biologia molecolare.
I  nuovi  strumenti d’indagine di laboratorio sono stati elaborati nel centro trasfusionale del presidio peligno di cui è referente la dottoressa Paola Tataseo, che rientra nell’orbita del Dipartimento servizi biomedici di cui è Direttore, per tutta la Asl 1, Umberto Occhiuzzi.

PRIMO ESAME: TUMORI ALLA TIROIDE.
Lo specifico esame consente di dissipare i dubbi quando i normali test non danno certezze sulla natura di un ‘nodulo’ (incerto -Tir2). La biopsia (cioè il prelievo di tessuto sottoposto ad analisi di laboratorio) non sempre riesce a fornire al medico elementi di certezza e allora il paziente, anche a distanza di un anno, viene invitato a sottoporsi a un nuovo esame. Un periodo molto lungo in cui, come minimo, si resta in un limbo di ansia e di incertezza. Ma oggi, grazie al nuovo test praticato dai laboratori dell’ospedale di Sulmona è in grado di dipanare i dubbi nel giro di poco più di una settimana.

SECONDO ESAME: INTOLLERANZE AL LATTOSIO
Di solito, per sapere se il soggetto ha questo tipo di problema si fa il breath test. Un esame non particolarmente complesso che però può essere difficilmente praticabile in soggetti con determinati problemi come bambini, bambini autistici o adulti che, per proprie caratteristiche, trovano difficoltà a farlo (il breath consiste nel seguire una dieta di preparazione, bere una soluzione di lattosio ed analizzare la quantità di idrogeno a intervalli di 15 minuti per 3 ore).  Per chi non riesce a farlo, il breath  può diventare un ostacolo insormontabile che però oggi, in virtù delle nuove tecniche d’investigazione nel laboratorio peligno,  si può aggirare con un prelievo di sangue –necessario per fare lo specifico accertamento: in questo modo, tra l’altro, si ‘saltano’ i giorni di dieta alimentare richiesti per fare il breath Il nuovo esame di indagine medica, quando in caso di necessità di sostituisce al breath,  diventa molto utile, soprattutto in alcuni casi o lavori: come farebbe chi, per lavoro, deve viaggiare di continuo e ha scadenze improcrastinabili? O per un bambino che deve rispettare regole anche durante l'esecuzione del test? O per chiarire l'intolleranza al lattosio primaria o secondaria ad un malfunzionamento intestinale?
Il test in questione permette di chiarire l'intolleranza primaria o secondaria al lattosio, utile in caso di diagnosi differenziale con malattie da malassorbimento. L'esame è stato messo a punto con l'aiuto del servizio di Gastroenterologia Medica (dottori  Camillo Di Tommaso, Flavio Rispoli e Alfredo Bruno), che richiama molti pazienti da altre Asl abruzzesi e Regioni limitrofe (Molise), creando la cosiddetta mobilità attiva: in sostanza la Asl Avezzano- Sulmona-L’Aquila introita utili per le prestazioni fornite ad utenti che risiedono in territori di altre Asl.

TERZO ESAME: EPATITE C.
C’è poi un terzo test, frutto del lavoro sinergico tra reparto di Medicina di Sulmona, diretta da Di Tommaso, e quello di Malattie infettive di Avezzano, guidato dal dottore Maurizio Paoloni, che riguarda la terapia per l’epatite C. Questo test dà la possibilità di valutare la capacità di risposta alla cura. In poco tempo si individua la ‘ricetta’ giusta e il paziente si sottrae a quello che è il normale iter: una lunga ricerca, fatta di ripetuti tentativi, fonte di non poche sofferenze e che, oltretutto, costa molto alle aziende sanitarie.

QUARTO ESAME: ANTICOAGULANTI ORALI.
Gli anticoagulanti orali servono a render il sangue più fluido per contrastare alcune malattie come ictus, ischemie, embolie ecc. Per arrivare a definire la dose esatta, necessaria al singolo paziente, si procede per continui aggiustamenti della quantità di anticoagulanti. Ciò perché, in base al dosaggio di volta in volta somministrato, la risposta del paziente cambia e occorre rimodularla ogni volta. Invece questo esame – il quarto della nuova gamma ‘sfornata’ dal Trasfusionale di Sulmona in collaborazione con la dottoressa Patrizia Leacche, referente TAO per il p.o. di Sulmona e specifico per la terapia anticoagulante - permette di omettere tutti questi ‘passaggi’ che sono fonte di notevole e perdurante disagio per il paziente: in una settimana, senza attendere mesi, si imposta la posologia e si hanno i benefici previsti.