IL FATTO

Vasto, tombini sull'arenile, «scempio di proporzioni immani»

La denuncia dei consiglieri Fli

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2149

Vasto, tombini sull'arenile, «scempio di proporzioni immani»

I tombini




VASTO. La nuova condotta di scolo delle acque bianche che sta realizzando l'impresa Di Francesco sulla spiaggia, alla Marina, sarà funzionale solo se saranno sanate le confluenze con i reflui che scaricano acque nere in mare.
Nicola Del Prete e Davide D'Alessandro, consiglieri comunali di Fli intervengono sull'impianto che la prossima estate dovrebbe entrare in funzione.
«Il condizionale è d'obbligo perché lo scorso anno, nonostante fosse stato completato il primo tratto della nuova condotta, esso non entrò mai in funzione in quanto la presenza accertata di acque compromesse ne avrebbero reso vano l'utilizzo - sottolineano Del Prete e D'Alessandro- Di certo, a fronte di quel problema che l'amministrazione comunale cercò di tenere nascosto, nessuno si è ancora premurato di farci conoscere i risultati delle successive ispezioni degli impianti fognari ritenuti molto vecchi e fatiscenti; causa, molto probabilmente, delle rotture da cui fuoriuscivano quei liquami».
Da qualche giorno sulla spiaggia sono comparsi dei tombini di ispezione, a due metri dal mare ed i canaloni neri che scaricano le acque del costone orientale in mare sono ben visibili. «Senza voler mettere in discussione la funzionalità dell'impianto di canalizzazione che il Comune sta portando a termine attraverso l'impresa Di Francesco», dicono i due, «ci chiediamo: è mai possibile che sulla nostra spiaggia si debbano vedere quegli enormi tubi neri e, addirittura, pozzetti in cemento a due passi dall'acqua? Per i tubi, diranno, ci sarà tempo per posizionarli sotto la sabbia. Ma per i tombini? Credo sia un caso unico in Italia, dove una spiaggia bellissima, ampia, tra le più suggestive dell'intera costa adriatica, debba essere deturpata da un impianto sulla cui funzionalità nutriamo forti dubbi. Vasto non può presentarsi sul palcoscenico internazionale della commercializzazione turistica con questa immagine deturpata. La nostra meraviglia è che fino ad oggi gli operatori turistici restano in silenzio, non capiamo perché non si schierino pubblicamente, come hanno fatto quando si trattava di difendere gli interessi delle loro attività, a favore della difesa della nostra spiaggia, senza riserve mentali, senza aver timore di pestare i piedi all'amministrazione comunale che sta consentendo uno scempio di proporzioni devastanti. A questo punto - concludono Del Prete e D'Alessandro - chiederemo di visionare le autorizzazioni che consentirebbero questa deturpazione. Siamo curiosi di vedere chi le ha firmate».