IL FATTO

Concorsone L’Aquila, non sempre i più preparati entrano

Il 50% dei posti ai precari e i più bravi restano fuori

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Fabrizio Barca

Fabrizio Barca




L'AQUILA. Mesi di polemiche, scontri all'ultimo posto, la politica di mezzo, dubbi e sorprese. Finalmente il concorsone de L'Aquila (che ha rischiato di trasformarsi in un pasticcio) volge al termine. Quel che è fatto è fatto.
Ieri sono state pubblicate le prime graduatorie: dai punteggi si nota subito che non sempre il miglior classificato (dunque con votazione finale più alta) arriva alla assunzione (a tempo indeterminato).
Si può notare facilmente infatti come alcuni partecipanti con una votazione elevata sono stati ‘scartati’ (e spostati dalla lista dei vincitori a quella degli ‘idoneii’) per far spazio ai cosiddetti precari (ovvero con un'esperienza professionale di almeno un anno, nell'ambito dei processi di ricostruzione) ai quali è stato riservato il 50% dei posti messi a concorso.
Per effetto di questi meccanismi dunque chi ha collezionato voti altissimi non entra e in alcuni casi si arriva al paradosso che questo viene sostituito da un precario che ha in alcuni casi votazione inferiore.
Nei mesi scorsi la difesa ad oltranza della politica dei precari ha visto il pressing bipartisan per poi arrivare ad avere il benestare del Ministro Barca che è stato accusato di voler favorire gli aquilani che avevano lavorato per almeno 12 mesi presso la Regione, le Strutture commissariali, le Province interessate, il Comune di L’Aquila e i Comuni del Cratere. 


Una piccola parte dei quiz d’esame verteva proprio sulle materie della ricostruzione e anche questa decisione è stata contestata dagli ‘esterni’. Ma anche i precari, prima del concorso, hanno protestato con forza chiedendo al Ministero di salvaguardare i livelli occupazionali all’interno dell’area del cratere del sisma 2009.
Come è andata a finire? Così come stabilito dalla legge metà dei posti è stata assegnata ai precari i quali in alcuni casi hanno scavalcato anche partecipanti più preparati e con punteggi superiori.
Nel concorso per Istruttori Amministrativi al Comune de L’Aquila su 20 vincitori, 10 sono i precari, tre dei quali classificatisi al primo, secondo e quarto posto, mentre altri 6 hanno un punteggio inferiore rispetto agli "esterni" (che non sono passati).
Per il concorso di assistenti amministrativi su 10 vincitori, 5 sono gli ex precari. Uno di questi guadagna il secondo posto, tutti gli altri si trovano nella parte bassa della graduatoria e tre di loro hanno tutti un punteggio inferiore rispetto ai primi degli ‘idonei’ ma la ‘qualifica’ di precari li ha messi al sicuro.
Rimane l'incognita irrisolta sul perchè i precari -che dovevano essere salvati e in possesso già di conoscenze e professonalità- poi invece non hanno brillato.
Nel concorso per Istruttori Direttivi Amministrativi 27 i posti: i precari hanno fatto una buona prestazione classificandosi ai primi tre posti (voto massimo a scritto e orale). Altri 7 occupano gli ultimi posti sebbene 4 abbiano un punteggio inferiori agli altri idonei non precari rimasti fuori. 


Diversa la storia del concorso per Funzionari amministrativi dove i precari hanno sbaragliato tutti con i numeri, posizionandosi ai primi 4 posti dei 6 messi a concorso. Ottima anche la prestazione nel concorso per Funzionario contabile dove hanno vinto a mani basse con votazioni molto elevate, così come i 2 istruttori direttivi geologi.
Nel bando istruttori contabili i primi 3 sono tutti precari con punteggi ottimi. Degli ultimi tre, due, se si fosse tenuto in considerazione solo il punteggio, non sarebbero entrati ma sarebbero entrati degli esterni.
Il bando per Istruttori Tecnici ha messo in palio 49 posti: 15 precari hanno vinto e sono tutti, in fila uno dietro all’altro, in coda alla classifica. Se si fosse dovuto tenere in considerazione solo il punteggio 11 posti dovevano essere appannaggio di chi non aveva messo mai piede nella ricostruzione.
Anche gli ultimi due posti per geometri che sono andati ai precari, stando alla valutazione finale, doveva andare ai non precari che hanno raggiunto un miglior punteggio. Così come l’ultimo posto per funzionari tecnici andato ad un precario, secondo il merito doveva andare ad un esterno.
Così come il concorso per istruttori amministrativi: gli ultimi 5 posti sono andati ai precari ma a parità di punteggio gli ‘esterni’ avevano fatto meglio.
Insomma, la più grande infornata di assunzioni in Italia nella pubblica amministrazione negli ultimi anni si conclude con un dato certo: questa volta la selezione non ha scelto i più preparati (e non a causa delle raccomandazioni). Con la non trascurabile particolarità che il tutto è stato prescritto dal bando.