APPALTI E RICOSTRUZIONE

Terremoto, Verdini prosciolto: «non agì da deputato»

Per la Cassazione il suo fu interessamento politico

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Denis Verdini

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L’AQUILA. Denis Verdini non agì da deputato ma da politico e dunque non può essergli contestato l’abuso d’ufficio.
I due ruoli, dunque, vanno distinti e la loro separazione ‘salvano’ uno degli esponenti più in vista del Popolo delle Libertà.
Lo scrivono i giudici della Cassazione, spiegando perchè, il 9 gennaio scorso, hanno dichiarato inammissibile il ricorso del pm dell'Aquila e confermato il non luogo a procedere «perchè il fatto non sussiste» dall'accusa di tentato abuso di ufficio per Denis Verdini e Riccardo Fusi.
Le condotte, si legge nella motivazione, «volte a raccomandare il consorzio di imprese per i lavori della ricostruzione post-sismica sono state ritenute esulanti dal ruolo istituzionale di parlamentare ricoperto dal Verdini, risultando esse, evidentemente, tenute in forza del ruolo politico rivestito dallo stesso Verdini, all'epoca, esponente apicale del partito di maggioranza».

Secondo la Procura, Verdini attraverso le sue amicizie politiche, avrebbe favorito il Consorzio 'Federico II', nato ad hoc dopo il terremoto, nel quale erano presenti Fusi e tre imprenditori aquilani. La posizione dell'unico imprenditore aquilano indagato, Ettore Barattelli, presidente del Federico II sul quale si erano concentrate le indagini, è stata archiviata su richiesta della stessa procura prima dell'udienza preliminare. Lo scorso 2 agosto la Camera dei Deputati aveva negato l'autorizzazione all'utilizzo delle intercettazioni di Verdini. Era poi seguita la sentenza di non luogo a procedere.

Tra le condotte che erano state contestate a Verdini, quella di "aver accompagnato" Fusi a Palazzo Chigi dall'allora sottosegretario Gianni Letta «per raccomandargli la possibilita' di lavorare», aver «acquisito l'interessamento del presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi per ogni difficolta' e in previsione della fase successiva a quella dell'emergenza, che sarebbe stata gestita dalla Regione, mettendo personalmente quest'ultimo in contatto con Fusi» ed essersi «interessato a che il carteggio relativo al Consorzio fosse trasmesso, attraverso il sottosegretario Gianni Letta, al Capo Dipartimento della Protezione civile (all'epoca dei fatti, ndr.) Guido Bertolaso».