ARRESTI

Abruzzo/Licenze taxi Ncc, arrestate tre persone. «Tangenti a dirigente comunale»

Aumento dei permessi con l’arrivo dei Giochi del Mediterraneo

Redazione Pdn

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San Vito Chietino

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LANCIANO. Licenze facili in cambio di tangenti. L’ipotesi accusatoria è grave ma ripercorre pedissequamente il modus operandi già emerso dalle inchieste di altre procure.
La polizia giudiziaria della Procura di Lanciano ha arrestato questa mattina tre persone nell'ambito dell'inchiesta sulla regolarità delle licenze di noleggio con conducente (Ncc) rilasciate da alcuni piccoli comuni del comprensorio frentano tra cui San Vito e Treglio.
L'operazione scattata all'alba ha riguardato 3 persone, una di queste abruzzese e due di Roma: si tratta di due titolari di società di trasporto romane e un intermediario abruzzese. I loro nomi sono Fabio Falasca, di Roma, 45 anni, titolare della Blu CAR autonoleggi, Agostino Forte, di Roma, 45 anni, titolare della Airport Shuttle Bus e Sebastiano Di Maria, 42 anni, di Manoppello.
Tra i reati contestati c’è l’associazione a delinquere e a vario titolo l’abuso d'ufficio, corruzione, falso ideologico e materiale in atti pubblici. In pratica si contesta la regolarità del rilascio delle autorizzazioni delle licenze di noleggio con conducente.
L'inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore di Lanciano Ruggiero Dicuonzo, e' partita un paio di anni fa da una denuncia dei tassisti di Roma ed e' stata portata avanti dalla Polstrada di Lanciano.
E’ una inchiesta che in parte si è sovrapposta a quella pescarese ed infatti i tre arrestati di oggi sono gli stessi già indagati dalla procura di Pescara.
Secondo l’accusa, i tre, che avevano contatti ramificati e diretti con amministrazioni comunali sia del Pescarese che del comune di Turrivalignani, avevano agganci anche nel territorio frentano.

IL DIRIGENTE COMUNALE
Il gip del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, ha respinto la richiesta di misure cautelari in carcere ma «riconosciuto come componenti dell'associazione a delinquere» anche Antonio e Angelo Bianco di San Vito Chietino, padre e figlio, come ha confermato anche il procuratore di Lanciano Francesco Menditto nel corso della conferenza stampa. Angelo Bianco, 55 anni, funzionario del comune di San Vito Chietino, firmava le licenze oggetto dell'inchiesta e secondo l'accusa avrebbe «intascato tangenti mascherate da affitti per il ricovero delle auto per decine di migliaia di euro».
Il territorio frentano si è dimostrato così un altro punto nevralgico nella concessione delle false licenze ed ha come epicentro il Comune di San Vito.

INCHIESTA PARTITA DA ROMA
Si tratta dell’inchiesta partita da Roma e poi per competenza distribuita alle diverse procure abruzzesi alcune delle quali hanno già operato arresti come a Pescara o soltanto denunce come a Teramo. Quello di oggi è il filone frentano ma pare che in tutto e per tutto il modus operandi era sempre lo stesso in quanto gli “imprenditori” romani evidentemente hanno trovato terreno fertile in Abruzzo.
Anche in questo caso (come già successo a Pescara) a fornire le basi (burocratiche), peraltro false, dell’aumento delle licenze sarebbero stati i Giochi del Mediterraneo (durati dieci giorni) che avrebbe dovuto portare frotte di turisti che non si sono mai visti.
Ed il gip infatti scrive che : «un numero elevatissimo ed assolutamente sproporzionato di licenze per il servizio di noleggio di autoveicoli con conducente, prendendo come pretesto per tale aumento indiscriminato l'approssimarsi dell'evento sportivo Giochi del Mediterraneo Pescara 2009».
Innescato il meccanismo per la moltiplicazione delle licenze si è poi compiuto l’ulteriore illecito di esercitare fuori dal territorio comunale (addirittura a Roma), cosa che la legge vieta.

EPICENTRO DEL TERREMOTO: IL COMUNE DI SAN VITO CHIETINO
«Le attivita' investigative si sono focalizzate soprattutto sul Comune di San Vito Chietino - scrive il gip nell'ordinanza - nell'ambito del quale, per effetto della delibera 4 del 17 marzo 2009 del Consiglio Comunale, le autorizzazioni da rilasciare erano elevate a ben 35 (rispetto alle 10 originarie), prendendo come pretesto per tale aumento indiscriminato l'approssimarsi dell'evento sportivo Giochi del Mediterraneo Pescara 2009».
Quella delibera, sottolinea il gip, fu «preceduta dal parere favorevole del responsabile del settore tributi e attivita' produttive, Angelo Bianco», il funzionario del comune di San Vito riconosciuto dal gip insieme al padre Antonio e ai 3 arrestati come componenti dell'associazione a delinquere.
«Non risulta che il comune di San Vito Chietino abbia provveduto a ridurre il numero di licenze al termine dei Giochi del Mediterraneo, cui l'aumento era stato apparentemente ricollegato», aggiunge il gip.
La Procura ha chiesto la misura cautelare in carcere per Angelo e Antonio Bianco, figlio e padre: il gip ha respinto la richiesta «perche' non ha ravvisato le esigenze di custodia cautelare», hanno spiegato nella conferenza stampa il procuratore Francesco Menditto e il sostituto Ruggiero Dicuonzo, titolare dell'inchiesta, «ma ha pienamente condiviso l'impianto accusatorio. Angelo Bianco ha incassato tangenti mascherate per decine di migliaia di euro, occupandosi di reperire anche le rimesse finendo per indicare la casa dove abitava come ricovero per auto in regime di autocertificazione».

«AMMINISTRAZIONI DISTRATTE»
«Quando interviene la Procura nel settore della pubblica amministrazione», ha detto il procuratore Menditto, « vuol dire che non c'e' abbastanza attenzione all'interno della stessa amministrazione: con questo non voglio dire che ci sia collusione o gravissima negligenza, ma se ci fosse piu' attenzione, potremmo intervenire molto meno».
«Questo non riguarda solo i comuni di San Vito e Treglio», ha aggiunto, «ma tutte quelle amministrazioni coinvolte in questa indagine, che sono una trentina, non solo in Abruzzo ma anche in altre regioni d'Italia. L'Abruzzo non e' terra di conquista della criminalita', questo deve essere chiaro».