LA MANIFESTAZIONE

Abruzzo/Condanna Davide Rosci, sabato a Teramo manifestazione nazionale di solidarietà

Il giovane è stato condannato a 6 anni di carcere

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3889

Davide Rosci

Davide Rosci

TERAMO. Si terrà sabato prossimo a Teramo una manifestazione nazionale a favore di Davide Rosci.





Il giovane teramano è stato condannato a 6 anni di carcere per l’assalto al blindato dei carabinieri avvenuto il 15 ottobre del 2011, nel corso della manifestazione degli Indignati a piazza San Giovanni a Roma.
Dopo la condanna Rosci ha iniziato uno sciopero della fame per chiedere l’abolizione della legge di devastazione e saccheggio, ovvero la revisione del codice Rocco. Il giovane, infatti, è stato condannato non perché avrebbe materialmente messo a fuoco il blindato dei carabinieri ma perché è stato fotografato nei pressi dei luoghi dove avvenivano gli scontri. Lo sciopero è stato interrotto qualche giorno dopo quando il segretario nazionale di Rifondazione Comunista ha assunto l’impegno di proporre a tutte le forze che partecipano a Rivoluzione Civile di far propria la proposta di abolire la legge datata anno 1930 e gli altri residui dell’ordinamento penale fascista.
«Si tratta di un mostruoso reato», commentano i Cobas Abruzzo che hanno promosso la manifestazione di sabato, «mai applicato prima del luglio 2001, servito a Genova durante il famigerato G8. L’Italia è avvezza all’uso della repressione contro i movimenti, che contestano alla radice la ragione sociale-economica dei potentati economici, rinnegando addirittura le sue stesse larvate “garanzie di libertà di espressione” . Ne fa fede la notizia della condanna dell’Italia da parte della Corte di Giustizia Europea per le terribili violenze del regime carcerario del 7 gennaio».
La sentenza impone allo Stato di risarcire con 100.000 euro 7 carcerati e di rendere entro il 2013 «vivibili e rieducanti» le carceri italiane.
Alla manifestazione aderisce anche Rifondazione Comunista: «"La devastazione e saccheggio"», commenta il segretario regionale Abruzzo, Marco Fars, «è quella compiuta dal potere finanziario che ha prodotto la crisi attuale e ridotto allo stremo milioni di individui. La protesta e la ribellione rispetto a questo stato di cose non possono essere derubricate a questione di ordine pubblico. L'unica risposta è rovesciare quelle politiche che generano povertà, sfruttamento e assenza di futuro per le nuove generazioni».