SANITA' E GIUSTIZIA

Sanità, la Cassazione depenalizza la colpa lieve dei medici

«Cause sempre più difficili per i pazienti»

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L’AQUILA. Per la Suprema Corte, dottori esenti da responsabilità penali se, in caso di colpa, seguono le linee-guida internazionali.
La Corte di Cassazione, pronunciandosi su un caso di presunta malasanità in Italia ha sancito che in caso di colpa, il medico che sbaglia non subisce conseguenze penali se si attiene alle ‘buone pratiche’, vale a dire alle linee-guida della comunità internazionale.
Nello specifico, la Cassazione ha annullato con rinvio la condanna per omicidio colposo di un chirurgo che, intervenendo su un’ernia al disco, aveva danneggiato dei vasi sanguigni, causando un’emorragia rivelatasi fatale per il paziente. Per l’alto Giudice il chirurgo in questione si è mosso entro le ‘nuove regole’, e dunque nell’ambito delle indicazioni della comunità scientifica internazionale.
«E’ una sentenza», dichiara Patrizia Masciovecchio, che dirige Medicina legale dell’Asl aquilana, «che si muove esattamente nel solco di quell’analisi che, tramite l’articolato dibattito che organizzammo all’Aquila nel Gennaio scorso, fu tracciata con avvocati, giuristi e magistrati».
In quel dibattito, svoltosi nella sede Ance, al Torrione, arricchito da figure di primo piano del panorama forense e medico-legale e promosso per sciogliere i dubbi interpretativi della recente Legge Balduzzi sulla responsabilità dei medici – autorevoli giuristi, l’Ordine degli Avvocati e degli Odontoiatri e ovviamente gli stessi operatori sanitari- intuirono che la nuova legge avrebbe potuto introdurre una ‘frenata’ al numero di cause penali. Orientamento che ora la Cassazione ha consacrato dando regole certe «non solo ai medici», fa notare Masciovecchio, «che conoscono ora con molta maggior esattezza il margine in cui possono operare, ma anche garanzie ai pazienti che, a loro volta, potranno ponderare meglio quando invocare in modo più concreto eventuali responsabilità degli operatori sanitari. Insomma, alla luce del provvedimento della Cassazione, si può più che ragionevolmente ipotizzare una diminuzione delle denunce penali e ciò, oltre a portare a un minor contezioso, non potrà che migliorare il rapporto tra la nostra categoria e gli utenti, con riflessi positivi di carattere generale».