POLITICA E CEMENTO

Francavilla, il resort sulla spiaggia diventa una ‘bomba’. Veleni e accuse in Comune

Sindaco contro Moroni: «solo ora fa il ragazzo della via Gluck»

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RESORT FRANCAVILLA




FRANCAVILLA AL MARE. Non è piaciuta la posizione dell’attuale assessore all’urbanistica di Francavilla Vincenzo Di Lorenzo che ha annunciato che nel prossimo Consiglio comunale si discuterà della variazione di destinazione urbanistica del resort sul mare.
Non più albergo sulla spiaggia, dunque, ma appartamenti con una serie di ricadute positive per la società costruttrice che invece aveva ottenuto autorizzazioni per costruire una struttura ricettiva. Dopo il sequestro, l’inchiesta ed il processo ora la vicenda diventa puramente politica non senza qualche incongruenza.
Secondo il consigliere del Pdl, Franco Moroni, dietro questa vicenda si nasconderebbero le vere ragioni della defenestrazione dell’ex assessore all’urbanistica archiviato dal sindaco Antonio Luciani.
E proprio il primo cittadino tenta di metterci una pezza rispondendo senza mezzi termini sulla questione.
Secondo Luciani: «Francavilla è un esempio delle decisioni mai prese per colpa di tutti, nessuno escluso. Per questo motivo ora c'è bisogno di scelte coraggiose, delle decisioni improcrastinabili, impellenti».
Insomma secondo il primo cittadino il danno è fatto, la responsabilità è di altri ora però la “patata bollente” va gestita e bisogna almeno limitare i danni («visto che non è possibile abbattere la struttura», come aveva ricordato l’assessore Di Lorenzo).

«FA IL RAGAZZAO DELLA VIA GLUCK»
Dunque il sindaco spinge –come è ovvio- per il cambio di destinazione d’uso avallando la posizione del suo assessore. Ce n’è anche per Moroni «appartenente ad una famiglia che si tramanda il posto in Consiglio comunale di padre in figlio e che ora addebita a me, in carica da un anno e mezzo circa, colate di cemento. Nel 2005 il Comune concesse l'edificazione con il centro destra, sindaco Roberto Angelucci, e tanti esponenti di centro destra che non sto qui a ricordare – fa presente il primo cittadino -. Nei giornali di allora, solo pochi anni fa, non sono riuscito a rintracciare alcuna azione del consigliere Moroni che adesso, tanto per, si erge a ‘Ragazzo della via Gluck’. Non cito, poi, gli accordi di programma di volta in volta stipulati con i costruttori perché alcuni sono oggetto di indagine da parte della magistratura ed altri si commentano da soli. Se poi Moroni mi dice quali sono le procedure legali con le quali posso abbattere il Resort, io sono pronto ad accogliere suggerimenti».
Il vicesindaco Di Lorenzo, all'epoca contrario, deve ora fare i conti con quello che hanno lasciato «gli stessi che ci dispensano prediche e sermoni», chiarisce Luciani.
Dunque la linea dell’amministrazione comunale è quella del «male minore». Quale?

«SCEGLIAMO IL MALE MINORE»
«Bisogna riconvertire la struttura», spiega il sindaco, «per ripartire con regole nuove che chiudano per sempre una stagione fatta di ideologie con una fatta di idee. La palude del rimandiamo, Francavilla non se la può più permettere. Vale anche per il consigliere La Barba, con Angelucci in consiglio comunale dal 2001 al 2003 e ora con il centro sinistra tanto per parlare di coerenza, che non è mai intervenuto in consiglio comunale, che non si dimette da una commissione nella quale è stato nominato dal Partito Democratico e che fa l'osservatore di professione giocando a nascondino».

«INCARICHI E CONSULENZE QUANDO IL PADRE ERA IN CONSIGLIO»
Moroni però sembra essere al centro dell’attacco del sindaco che allora ricorda quegli incarichi al Comune come tecnico della sicurezza dal 2001 al 2007, «consulenze dell’importo di 17.700 euro all’anno, oltre ad una collaborazione professionale esterna per progettazioni varie di 54.000 euro, per un totale complessivo di 160.900».
«Tutto questo mentre il padre era dal 1999 consigliere comunale e di seguito assessore fino al 2008», ricorda il sindaco oggi, « Tutto lecito, per carità, ma un comportamento quantomeno politicamente ed eticamente assai discutibile. E poi mi devo sentire prediche e sermoni di quello che noi non sappiamo fare o che sprechiamo. Pur volendo non abbiamo molto da spendere, anzi pochissimo, costretti come siamo dai debiti e dai tagli del governo. Nonostante ciò – conclude il Sindaco - rivolgerò pubblicamente e costantemente ai consiglieri comunali quesiti sulla risoluzione di problemi che ci sono e vi sottoporrò di volta in volta le soluzioni senza commentarle. Una cosa è certa: io non starò in poltrona al calduccio aspettando che la soluzione arrivi da sé».

MORONI (PDL):«IL PELIDE ANTONIO STRARIPA»
«Ormai il nostro sindaco straripa in ambiti assegnati agli assessori», dice Moroni, «e mostra un livore nei confronti di chiunque non sia della sua idea, mettendo in evidenza la sua non esperienza e leggerezza, non accorgendosi neanche che sul Resort Le Vele sono intervenuto politicamente sulla decisione dell’amministrazione di voler rilasciate autorizzazione per il cambio di destinazione d’uso (non propriamente regolare) e non sulla demolizione, della non coerenza politica quando nel 2005 l’allora minoranza del Pd aveva votato contro la realizzazione del Resort e oggi vuole rilasciare l’autorizzazione al cambio d’uso da turistico ad abitazione, parla dell’anno 2005 nel non rintracciare alcuna mia azione sull’argomento, non accorgendosi che politicamente sono stato eletto come lui per la prima volta nell’anno 2011, continua poi, con riferimenti personali, che nulla hanno a vedere con l’argomento politico (ma ne dibatteremo in altra sede) a mio padre dimenticando dei nobili lombi presenti nella sua famiglia che tanti giardini e tante piazze ha realizzato a beneficio esclusivo dei Francavillesi (?)».
I dati di fatto incontrovertibili –secondo Moroni- però sono altri: «per esigenze di cassa non si può svendere il territorio, come veramente siamo finiti nella palude ma nella palude del “dolce dormire” di questa amministrazione tassaiola (canoni enfiteutici, aumento IMU, TARSU etc.) e forcaiola. Non concordo, infine, sul concetto sindacale dell'amore viscerale per Francavilla che, per il Pelide Antonio, costituisce una sua ed esclusiva competenza. Anche dai banchi dell'opposizione si ama  Francavilla ed i francavillesi ma non può essere che ogni idea contraria debba essere contrastata con fatti personali, stucchevoli e speciosi come dimostrerò in altra sede».