LA PROTESTA

Abruzzo/Padre mette in vendita il proprio voto per pagare servizio scuolabus

La provocazione arriva da Schiavi d’Abruzzo

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Francesco Bottone

Francesco Bottone




SCHIAVI DI ABRUZZO. In tempo di appelli al voto utile c'è anche chi lancia una provocazione.
Un papà dell'Alto Vastese mette in vendita il proprio voto per pagare l'accompagnatore dello scuolabus. Proposta forte, ma anche enuncia di come in tempi di riduzione della spesa pubblica molti servizi vengano eliminati servizi nei piccoli comuni. «per rendere utile il mio voto, una volta tanto, voglio metterlo in vendita. Proprio così. Vendo il mio voto, ma non perché voglio intascare quattro spiccioli».
A dirlo con convinzione è Francesco Bottone, 38 anni, precario, padre di due bambini di quattro e due anni e con un altro in arrivo che non ha voluto lasciare il paese. Gli scolari dell'asilo e delle elementari di Schiavi di Abruzzo non hanno più una scuola da 5 anni. Il suo paese è il più alto in provincia di Chieti con i suoi 1.168 metri sul livello del mare e poco meno di mille abitanti. Ogni giorno i bambini per frequentare le lezioni sono costretti a recarsi con lo scuolabus a Castiglione Messer Marino. Otto chilometri all’andata e altrettanti al ritorno su strade di montagne tortuose e dissestate e particolarmente pericolose nei giorni di neve che da queste parti sono frequenti. E come se il viaggio non fosse già abbastanza stressante per i piccoli alunni accade anche che lo scuolabus comunale sia sprovvisto di accompagnatore. A bordo c’é solo l’autista. Una situazione che vìola le leggi vigenti, ma rispetto alla quale pare non si riesce a trovare una soluzione pur di garantire l'istruzione obbligatoria ai 14 'viaggiatori'. Il sindaco di Schiavi di Abruzzo, Luciano Piluso, ha promesso in pubblica piazza che presto sullo scuolabus ci sarebbe stato anche l’accompagnatore per gli alunni più piccoli. Dallo scorso agosto però, cioé da quando è stata fatta la vana promessa, l’accompagnatore non si è ancora arrivato. Sicuramente i soldi non ci sono e le casse del Comune sono evidentemente in rosso. Ed ecco allora il voto del papà messo in vendita. 


«Con il ricavato, che girerei totalmente al Municipio, finalmente si potrebbe pagare l’accompagnatore per i bimbi delle scuole di Schiavi». Ma quanto chiede Francesco Bottone per il suo voto: «Quanto prende un deputato oppure un consigliere regionale? Allora voglio un mese del loro stipendio. Per un mese non moriranno di fame e il gesto di uno solo dei futuri eletti sarà utile ai bambini di Schiavi pagando il servizio per un intero anno scolastico. La politica serve a risolvere i problemi dei cittadini, giusto? Allora, quale candidato è interessato a voler risolvere il problema degli scolari di Schiavi di Abruzzo? Io resto in attesa, vediamo chi ha il coraggio almeno di chiamarmi».
Immediata la risposta del Pd: «Chieda i soldi ai partiti di centrodestra che hanno fatto shopping di parlamentari per restare in piedi al Governo del Paese continuando a fare danni», ha detto Francesca Puglisi, responsabile nazionale Scuola del Pd.