SPECULAZIONI E TRASPARENZA

Abruzzo. Ex Burgo, il Wwf chiede al Comune «trasparenza»

«Sconcertante balletto di cifre sul numero di aziende coinvolte nel progetto In.Te»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2718

Abruzzo. Ex Burgo, il Wwf chiede al Comune «trasparenza»

L'area ex burgo




CHIETI. Sulla vicenda ex Burgo continua ad esserci molta incertezza.
A distanza di cinque anni dalla chiusura dello stabilimento non c’è alcuna certezza sul destino dell’area legata al progetto In.Te., al momento divisa in due lotti, voluto dalla "Burgo Group" S.p.a ed elaborato dalla "Merlino" Progetti con l'obiettivo di reindustrializzare l'area della cartiera di Chieti e ridare quindi un lavoro agli ex dipendenti.
Il secondo lotto sarà oggetto di una conferenza di servizi convocata per il 12 febbraio prossimo. Per il primo lotto è stata invece già completata la caratterizzazione e questa parte potrebbe essere riattivata a fini produttivi.
Secondo quanto risulta sono soltanto cinque i progetti sinora presentati al SUAP (Regeneration Materials; CNA che costruirà solo capannoni; Dinamica; HST Italia sistemi tecnologici; Feral Recyling rottami metallici) e questo è avvenuto il 21 dicembre 2012, cioè meno un mese e mezzo fa e a ridosso del periodo natalizio.
«Di fronte a questo dato lasciar ipotizzare che a frenare siano la burocrazia e le norme di tutela è semplicemente ridicolo», protesta il Wwf.
L’associazione ambientalista ricorda che il sito è nel pieno della “zona rossa”, di risanamento, in base al Piano Regionale di Tutela della Qualità dell’Aria attualmente in vigore e che è compresa nel Sito di Interesse Regionale (SIR) “Chieti Scalo”.
Siamo cioè in un territorio da bonificare e già ai limiti per le emissioni in atmosfera, nel quale i futuri insediamenti vanno valutati con attenzione.
Le recenti voci dell’interessamento di ulteriori aziende che si occupano di trattamento rifiuti (in Val Pescara sono già numerose quelle in attività) hanno preoccupato i residenti. 


«Gli ex dipendenti della cartiera hanno diritto alla promessa ricollocazione lavorativa ma hanno anche diritto di avere informazioni chiare derivate da progetti che non compaiano soltanto nelle conferenze stampa o nei comunicati». Il sindaco di Chieti ha pubblicamente affermato che chi propone un insediamento deve fornire una documentazione completa. «C’è assoluto bisogno – dichiara Nicoletta Di Francesco, presidente del WWF Chieti - di una valutazione complessiva degli insediamenti, per la compatibilità tra le varie produzioni e la realtà territoriale già esistente. L’area ex Burgo è vicinissima all’ospedale, all’Università e alla sede operativa della Camera di commercio, è contigua a un grande albergo ed è praticamente circondata da abitazioni private, scuole e asili. Sapere con esattezza che cosa vi si vuole realizzare è un diritto elementare che non può essere disatteso».
Per questo il WWF avanza due precise richieste al Comune di Chieti: pubblicare sul Web tutti i dati relativi alla caratterizzazione ambientale dell'area e alle procedure di bonifica eventualmente condotte o previste; procedere ad un bilancio ambientale complessivo considerando le emissioni dirette delle aziende e quelle indotte, in primo luogo dal traffico.
«È indispensabile garantire la massima trasparenza, proprio a tutela dei lavoratori ex Burgo e dei cittadini tutti».