CRISI E LAVORO

Scafa, l’appello del sindaco ad Italcementi: «vogliamo garanzie per il futuro»

Giancola: «temiamo la chiusura»

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SCAFA. L’amministrazione comunale vuole garanzie dal gruppo Italcementi circa il destino della cementeria, attorno alla quale da anni ruota l’economia del paese.




«Solo conoscendo la sorte della fabbrica sarà possibile operare delle scelte sia di carattere amministrativo che urbanistico», ha detto il sindaco di Scafa Maurizio Giancola nel corso dell’incontro che si è svolto presso la Sala consiliare del Comune con i vertici dell’Italcementi e i rappresentanti dei lavoratori per fare il punto circa la crisi occupazionale che ha colpito la fabbrica.
Alla riunione hanno preso parte, oltre al sindaco Giancola, il vicesindaco Marco D’Ettorre, l’assessore ai Lavori Pubblici Valter De Luca, l’assessore all’Urbanistica Antonio Buccella, i consiglieri incaricati Lanfranco Ciamponi, Fabio Di Venanzio e Giuliano Di Fiore, i componenti dello staff del sindaco Valentino Gigante e Letizia De Stefanis. In rappresentanza dell’Italcementi erano presenti il Direttore delle Risorse Umane ingegner Mario Mora, il Direttore dello stabilimento ingegner Giovanni Catucci, e il Capoarea ingegner Alfredo Vitali. Per i sindacati dei lavoratori c’erano Pietro Di Tomasso, Raffaello Di Fabio, Antonio Monaco e Roberto Falone.
«Abbiamo voluto un incontro con i vertici dell’Italcementi – ha spiegato il sindaco Giancola –, alla presenza dei rappresentanti dei lavoratori, per chiarire la posizione dell’Azienda e i propri piani futuri su Scafa. Un chiarimento necessario, visto le numerose voci che si rincorrono circa la crisi occupazionale che sta investendo lo stabilimento e l’eventualità di una possibile chiusura. Dal Gruppo Italcementi ci aspettiamo trasparenza, poiché dal destino della fabbrica dipenderà il futuro di tanti lavoratori che sono legati al cementificio da più di quarant’anni. Solo conoscendo la prospettiva nel lungo periodo del Gruppo sul nostro territorio, infatti, l’Amministrazione comunale potrà attuare delle scelte ad hoc, in primo luogo sul piano urbanistico».


«Purtroppo negli ultimi anni – ha detto il direttore Mora – siamo stati vittime di una politica inesistente a sostegno dell’edilizia. Basti pensare che in soli quattro anni il mercato del cemento è passato dalla produzione di 47 milioni di tonnellate nel 2007 a 23 milioni di oggi. Il mese di gennaio 2013 è, infatti, da segnalare come il peggiore nell’ultimo quadriennio. Per fronteggiare tale crisi, abbiamo dovuto fermare buona parte degli stabilimenti. Nel caso di Scafa, i lavoratori saranno in regime di cassa integrazione per la durata massima di due anni, a rotazione. Abbiamo attuato tutte le misure necessarie a salvaguardia dei lavoratori proprio in quanto l’Azienda vuole rimanere sul territorio e Scafa è parte integrante del nostro gruppo».
«Il cementificio – ha aggiunto il sindaco Giancola – è un elemento essenziale della nostra storia, sin dalla fine dell’Ottocento. Pertanto ribadiamo la piena collaborazione con i vertici dell’Azienda, ma teniamo a precisare che saremo disposti anche a battere i pugni sul tavolo, qualora sia necessario, per tutelare i nostri concittadini. Nel frattempo continueremo a vigilare e invitiamo sin da oggi i rappresentanti dell’Italcementi a un nuovo incontro tra qualche mese, in modo da tenerci costantemente aggiornati circa i dati sull’occupazione e le soluzioni future che intendono adottare».