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Abruzzo/Allarme sisma. I morti de L’Aquila ‘svegliano’ la Garfagnana: «Dormite fuori casa»

Protezione Civile: «non abbiamo fatto nessuna previsione»

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Abruzzo/Allarme sisma. I morti de L’Aquila ‘svegliano’ la Garfagnana: «Dormite fuori casa»



LUCCA. Migliaia di persone sono scese in strada nella notte scorsa nei centri della Garfagnana colpiti dal terremoto di alcuni giorni fa per il timore di nuove scosse nella notte.
Quello che è successo potrebbe essere una delle prime conseguenze ‘positive’ della sentenza di condanna alla commissione Grandi Rischi, accusata di non aver messo a disposizione degli aquilani «le loro conoscenze e una serie di indicatori per formulare un adeguato giudizio di prevedibilità del rischio a fini di prevenzione».
Il 5 aprile 2009 a L'Aquila si tranquillizzava e si cercava di sminuire il problema ed il rischio sismico (cioè la probabilità che ci fosse un terremoto e non la previsione), allora molte persone rimasero in casa tranquillizzate dalle parole di una istituzione come la Protezione civile attraverso la Grandi Rischi. Molte di quelle persone morirono.
Ieri, invece, si è voluta comunicare l'informazione che il rischio sismico è elevato e che - magari avendo presenti i 309 morti de L'Aquila e le pene inflitte di recente dal tribunale- forse vale la pena consigliare ai cittadini a rischio di dormire una notte fuori casa senza scosse piuttosto che rischiare di morire per aver dormito dentro casa.
Così poco dopo le 22 di giovedì sera è stato diramato non un allarme vero e proprio ma un «consiglio»: Provincia di Lucca e Comune di Castelnuovo di Garfagnana hanno preferito far dormire i cittadini una notte fuori casa piuttosto che rischiare. Ma sui social network la domanda più frequente è stata: «ma non era impossibile prevedere i terremoti?»
Tutto è cominciato quando la Provincia di Lucca, in una nota diffusa ieri sera, ha scritto: «il dipartimento nazionale di Protezione Civile ha comunicato che nelle prossime ore potrebbero verificarsi altre scosse di terremoto con epicentro in prossimità di Castelnuovo di Garfagnana».
E alle 22.19 il Comune di Castelnuovo Garfagnana ha scritto sul suo profilo Twitter: «A seguito della comunicazione pervenuta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri si consiglia di uscire di casa e rimanere all'aperto».
Il tam tam sui social network ha fatto il resto: migliaia di persone hanno passato la notte fuori casa.
Qualche minuto dopo un nuovo tweet: «ha aperto il C.O.C. al Palazzetto dello Sport di Castelnuovo Garfagnana. I cittadini si rechino nelle aree di raccolta. A breve altre informazioni». E poi ancora un altro cinguettio: «Si avvisa che domani 1 febbraio le scuole del territorio comunale saranno chiuse».

PROTEZIONE CIVILE: «NESSUNA PREVISIONE»
Alle prime luci dell’alba di oggi la Protezione civile ha precisato di «non aver formulato alcuna previsione di forti terremoti», ma «semplicemente una valutazione sulla possibile evoluzione della sequenza iniziata il 25 gennaio e che le conoscenze attuali indicano che le sequenze come quella in atto si sono già verificate ripetutamente in passato senza culminare in scosse distruttive, pur non essendo possibile prevederne l’evoluzione». Infatti l'Ingv avrebbe analizzato la sequenza delle scosse di ieri mattina in Garfagnana ed in particolare la loro provenienza che, in base ad alcuni modelli, delineerebbe, dicono gli esperti, la possibilità di altre scosse nelle prossime ore con epicentro nella zona di Castelnuovo Garfagnana, lo stesso epicentro del sisma del 1985.
L'Ingv lo ha segnalato al dipartimento della Protezione civile che a sua volta, con una nota firmata da Franco Gabrielli, lo ha girato alle Regioni Toscana ed Emilia Romagna. La provincia di Lucca ha quindi diffuso la nota ed avvisato i sindaci della zona. Nei comuni non ci sarebbe stato un ordine di evacuazione, ma un avviso alla popolazione con l'allestimento di alcuni punti di raccolta nella zona, in Garfagana e nella Media Valle del Serchio.

«E’ UNO SCHERZO?»
Sui social network si è diffuso il panico. «E' uno scherzo???», «ha senso avvisare la popolazione via Twitter, soprattutto se non si è nemmeno sicuro?». E ancora «Non creiamo panico. Si possono prevedere i sismi?». «Attenzione! La Protezione Civile ci segnala la possibilita' di nuove scosse di terremoto, nelle prossime ore, con epicentro Castelnuovo Garfagnana. Si raccomanda la massima diffusione della notizia a scopo precauzionale». Da Twitter invece il sindaco di Fabbriche di Valico, e presidente Uncem toscano, Oreste Giurlani, ha scritto: «Misericordia e forze dell'ordine stanno avvisando i cittadini di Fabbriche per possibili scosse terremoto. Scuola antisimica comunale aperta».
«Ora in Garfagnana, su invito assai pressante dei sindaci, passeranno la notte fuori di casa. E domani? E dopodomani? Prevenzione? Mai», scrive marco Taradash.

I TERREMOTO STORICI
Quello che secondo i sismologi vale la pena sottolineare è che la zona è una di quelle che nel corso degli anni ha fatto registrare «terremoti storici importanti»
L’ultimo grande terremoto avvenuto in quest’area risale al 7 settembre 1920, con una magnitudo stimata di 6,5. In quell’occasione furono coinvolti numerosi paesi della zona e i morti furono complessivamente più di 300. Nel 1985 ci fu, invece un terremoto di magnitudo 4,6 e si pensò subito a quello di 65 anni prima. Questo, infatti, portò alla decisione di far evacuare la zona e oltre 100.000 persone lasciarono le loro case. Ma la scossa più forte non arrivò e gli esperti finirono sotto processo per procurato allarme.
A L’Aquila nel 2009 quei fatti erano ancora molto presenti e forse per paura di eccedere e di rifare lo stesso errore dell’85 si fece più attenzione nel non “procurare allarme” piuttosto che “comunicare il rischio”.
Il terremoto abruzzese sembra aver insegnato qualcosa anche se forse andrebbero affinate procedure e migliorata la qualità della informazione.
Se è vero che le comunicazioni istituzionali e ufficiali poi vengono ampliate e distorte dai social network e dal passaparola, allora le istituzioni (Governo e Protezione civile) dovrebbero investire realmente proprio su Twitter con un vero servizio in tempo reale in grado di contrastare «gli allarmi ingiustificati» e al quale la stessa Rete potrebbe rapportarsi sempre.
a.l.