FATALITA' MORTALE

Voleva fare la scenografa, travolta e uccisa per una rapina da 50 euro

Impatto fatale, morte assurda di una giovane talentuosa. Dolore in provincia di Terni

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Maria Elena Petruccioli

Maria Elena Petruccioli

TERNI. Una morte assurda, incredibile, un destino che non ammette appello o attenuanti.




Quattro rapinatori albanesi decidono di assaltare mercoledì sera una villa isolata, nell’aquilano, comune di Massa D’Albe, frazione di Alba Fucens. Fanno irruzione in una abitazione dove hanno atterrito un 64enne al quale hanno potuto prendere solo 50 euro. Poi la fuga e l’allarme lanciato ai carabinieri verso mezzanotte.
Alle 5 i carabinieri di mezza Italia hanno ricevuto la segnalazione di due auto in fuga sulle quali viaggiano i rapinatori. Una di queste incrocia una pattuglia nei pressi del comune di Arrone.
La Fiesta, con a bordo due dei presunti malviventi, corre a grande velocità lungo la Flaminia in direzione Terni-Spoleto. L’auto giunta all'altezza del chilometro 12, a causa dell'elevata velocità, sempre in base alla ricostruzione dei militari, ha invaso l'opposta corsia di marcia, scontrandosi con la Fiat Panda. A bordo una 25enne di Montefranco, che proveniva da opposta direzione.
L’impatto è stato tremendo e Maria Elena Petruccioli, questo il suo nome, è morta sul colpo come uno dei due rapinatori albanese di 21 anni mentre l’altro uomo è ricoverato e piantonato all’ospedale di Terni in gravissime condizioni.
La scenografia era il sogno di Maria Elena Petruccioli che studiava all'Accademia di belle arti di Perugia, dove si sarebbe laureata a breve, ma al tempo stesso già frequentava il mondo del lavoro.

«Metteva le mani in pasta e arrivava prima di tutti gli altri», dice oggi con tono commosso Linda Di Pietro, direttrice e organizzatrice a Terni di un festival creativo con il quale aveva collaborato la venticinquenne di Montefranco. «Una bravissima ragazza, da ogni punto di vista» la ricordano i vicini della famiglia Petruccioli (composta anche dal padre, fisioterapista in pensione, la madre, collaboratrice scolastica in un asilo, e una sorella più piccola). Nel piccolo paese di Montefranco, nella Valnerina ternana, c' è poca voglia di parlare e tanta commozione. Perché qui tutti conoscono tutti.
«Era contentissima di quanto stava facendo. L'ultima volta che ci siamo visti è stato a dicembre» ricorda oggi con l'Ansa il docente di storia dell'arte, ancora sotto choc per la notizia. «Bastava riuscire ad ottenere la sua fiducia e poi era un'allieva che ti dava tutto» aggiunge. «Maria Elena - spiega ancora De Albentiis - era disponibile, una ragazza solare. Oggi siamo tutti rimasti senza parole. Il rammarico che mi resta è di non avere potuto vederla laurearsi come sognava».
La passione per la scenografia l'aveva però già portata ad avere diversi contatti con il mondo del lavoro. Come quella con Up to you, festival internazionale della creazione contemporanea che si tiene a Terni. «Aveva competenze rare» spiega Linda Di Pietro. «Da noi - aggiunge - si era presentata con jeans e pennello dicendo solo: 'fatemi fare qualcosa'. Era una ragazza che non disdegnava di sporcarsi le mani e si poneva in maniera semplice. Un tipo forte, vivace, una sveglia ed estremamente alla mano».
Un carattere che lei stessa aveva sintetizzato sul suo profilo Facebook: «Sono, sarò semplicemente e sempre me stessa... senza alterazioni né finzioni».