LA SENTENZA

Abruzzo/Stupro Pizzoli, Francesco Tuccia condannato a 8 anni

«Sto male», ha detto il giovane prima dell’arrivo dei giudici

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Francesco Tuccia

Francesco Tuccia

L’AQUILA. Francesco Tuccia, il 22enne di Montafredame, accusato di tentato omicidio e violenza sessuale è stato condanno ad 8 anni, il pm ne aveva chiesti 14. 

Il collegio giudicante ha ritenuto di applicare le attenuanti generiche e di far cadere l'accusa di tentato omicidio.
I giudici del Tribunale dell'Aquila, Italo Radoccia, Giuseppe Grieco e Carla Ciofani, si sono ritirati in camera di consiglio poco dopo le 17. 

Il Tribunale ha condannato Tuccia anche alla pena accessoria dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici e a quella dell'interdizione legale per la durata della pena principale inflitta. I giudici, inoltre, hanno condannato l'imputato al risarcimento dei danni cagionati alle parti civili, da liquidarsi in separato giudizio.

Nella pena è compresa una provvisionale di 50 mila euro in favore della parte civile (la studentessa universitaria di Tivoli) ed altri 2 mila in favore del Centro Antiviolenza per le Donne dell'Aquila.

Quando il collegio ha fatto ingresso in aula Tuccia e la famiglia hanno subito abbandonato l'aula, uscendo da una porta laterale. Dopo la lettura nessun commento da parte dei legali dell'imputato. La sentenza ha creato malumore in aula da parte delle donne appartenenti a gruppi di solidarietà  femminili. Sempre dopo la lettura del dispositivo ci sono stati anche momenti di tensione con i giornalisti, presenti anche loro alla lettura della sentenza. Per tutelare l'immagine della vittima presente in aula insieme allo stesso Tuccia, alcune donne del Centro antiviolenza dell'Aquila hanno alzato teli e giacche, fino a quando agenti della Procura non hanno invitato tutti ad uscire.

Poco fa sono entrati in aula e hanno letto il verdetto. L’imputato ha aspettato la lettura della sentenza seduto in aula, tra la mamma e il papà, "circondato" dai cronisti, da cittadini e rappresentanti di associazioni contro la violenza. «Sto male», ha sussurrato.
Il giovane e' stato sentito questa mattina dai giudici per un'ora e mezza circa, raccontando di come si sia messo paura dopo aver consumato l'atto sessuale, di essere scappato dentro la discoteca. «Vedendo la gente attorno alla ragazza non mi sono preoccupato». Il pm David Mancini ha parlato di un episodio di «violenza inaudita» chiedono la condanna a 14 anni di carcere, condanna calcolata per «equivalenza e per la continuazione del reato».
Tuccia è statpo inoltre condannato ad una provvisionale di 50mila euro. Le motivazioni in 60 giorni.

I PRIMI COMMENTI

«I giudici»,  ha detto la mamma della studentessa universitaria di 21 anni di Tivoli, anche lei presente all'udienza con il marito, «hanno preso la decisione opportunamente dagli elementi che hanno ritenuto prendere a sostegno di tale sentenza, poi ritenerla soddisfacente in certe situazioni non lo e' mai perche' non si puo' ripristinare quello che e' uno stato di fatto che non c'e' piu'. A mia figlia comunque non verra' restituito quello che e' stato tolto quindi dobbiamo sempre confidare nelle istituzioni».

«Otto anni non sono una inezia, rispetto la sentenza», ha commentato pochi istanti dopo la lettura del verdetto l'avvocato Enrico Maria Gallinaro, legale della studentessa stuprata.

L’avvocato Simona Giannageli, legale del Centro antiviolenza dell'Aquila, ha invece detto: «la sentenza e' stata correttamente espressa dal collegio di questo tribunale che ha ritenuto di riconoscere Francesco Tuccia, responsabile del reato di violenza sessuale nei confronti della giovane stuprata. Non hanno ritenuto di dover addebitare il reato di tentato omicidio, bensì e' stato modificato il capo di imputazione e si e' affermata una responsabilita' rispetto alle lesioni personali gravi».

«Io credo - ha aggiunto - che questa sentenza possa e debba svolgere assolutamente la sua unica e precisa funzione: quella di aver stabilito con chiarezza le responsabilita' e di restituire in qualche modo un minimo di giustizia alla giovane studentessa e indirettamente a tutte le donne di questo paese»

LO STUPRO
Lo stupro è avvenuto lo scorso 12 febbraio davanti alla discoteca Guernica di Pizzoli.
La ragazza venne ritrovata fuori il locale notturno svenuta tra la neve ed in mezzo ad una pozza di sangue. A salvarla, subito dopo lo stupro, alcuni addetti alla sicurezza della discoteca. Erano stati gli stessi dopo poco ad avvertire il personale medico del 118 e a bloccare l'auto dove si trovava Tuccia con altri amici, questi ultimi risultati estranei alla violenza. Tuccia, arrestato dopo circa una settimana (ex militare del 33/Esimo Reggimento artiglieria terrestre 'Acqui' dell'Aquila) era stato rinchiuso al carcere di Teramo, nella stessa cella in cui si trovava Salvatore Parolisi, il militare poi condannato all'ergastolo per l'omicidio della moglie Melania Rea. Tre mesi e mezzo dopo il 22enne aveva ottenuto i domiciliari, una decisione, questa, che aveva provocato pesanti polemiche e suscitato forte sdegno nell'opinione pubblica.