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Urbanistica Montesilvano, passa il Piano casa. Di Stefano (Pd) contro la sua maggioranza

M5S vota no

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Urbanistica Montesilvano, passa il Piano casa. Di Stefano (Pd) contro la sua maggioranza



MONTESILVANO. E’ passato in Consiglio comunale con 13 voti a favore, 6 astenuti e 2 contrari la delibera per l’attuazione del Piano Casa.
Si tratta del Piano proposto dal governo Berlusconi, recepito a livello regionale dalla coalizione di centrodestra, attualmente al governo, con la ferma opposizione della coalizione del centrosinistra.
La delibera approvata nelle ultime ore prevede premi di cubatura pari al 20%, che possono arrivare anche al 40-50% in caso di edifici realizzati con una classificazione energetica B-A.
Duro l’attacco del consigliere del Movimento 5 Stelle, Manuel Anelli, che ha votato contro: «durante la campagna elettorale sembrava che gli 8 candidati fossero d’accordo almeno su un solo punto: stop alla cementificazione».
«Il decreto sviluppo, così come previsto dalla nostra regione», fa notare Anelli, «non è stato recepito in toto ma solamente in alcune parti e si poteva discutere meglio nella commissione Urbanistica se non fosse che tale documento è piombato dall’alto come se dovesse venire votato solamente così come steso. Scarsa organizzazione o c’è altro?» 


Ma se il voto contrario di Anelli era annunciato, quello che ha fatto più scalpore è stato invece il no di Gabriele Di Stefano, consigliere comunale del Pd, che già nella legislatura Cordoma aveva preso le distanze dal centrosinistra salvando di fatto con il suo voto in Consiglio il governo cittadino di centrodestra (era ottobre 2010).
«La mia», ha spiegato Di Stefano, «non è una presa di posizioni a priori contro la possibilità di ampliamento e riqualificazione dell’esistente da parte del cittadino ma sono contrario alle modalità in cui le norme del Piano casa sono state recepite a livello comunale».
Per il consigliere comunale, infatti, l’amministrazione Di Mattia oltre che a non recepire la legge regionale, avrebbe dovuto scegliere margini diversi per la sua applicazione e zone «più consone».
«Adesso, con la delibera approvata in Consiglio Comunale, si è scelto di sommare le premialità della normativa regionale a quelle del Prg vigente; si è scelto di premiare l’utilizzo di categorie energetiche ormai di routine nel mondo dell’edilizia; si è scelto di non affidare a nessun controllo specifico a tali premialità. Di fatto sono già presenti nel nostro anomalo Prg zone in cui gli indici premiali arrivano a 2 a 1 e addirittura 3 a 1, dove
piccole casette rurali sono rimpiazzate da palazzi di 7 piani e più come ho denunciato più volte, dove mancano servizi e standard minimi per il cittadino: nonostante queste anomale premialità la delibera per il Piano Casa è andata a conferire ulteriori premialità alle zone già premiate dal Prg».