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Furti a catena a Paganica e Scoppito: «è emergenza»

Ladri anche in chiese e cimiteri

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Furti a catena a Paganica e Scoppito: «è emergenza»




L’AQUILA. E’ di pochi giorni fa il grido di allarme emesso da Paganica per i ripetuti furti nel centro storico del paese.
Non solo di furti di rame, ma che ormai riguardano oggetti di ogni genere. Dopo oltre 110 anni che la fontanella, posta all’angolo tra Via San Giovanni e Via del Castello nel Rione Colle, dove da quella data sgorgava acqua fresca in continuazione, è stata sradicata e rubata. «Faceva parte», ricorda Raffaele Alloggia, «delle sette fontanelle di ghisa che nel lontano 1902, con delibera del 24 agosto dell’ex Comune di Paganica furono installate e ben distribuite nell’abitato del paese. Con la stessa delibera altre tre fontanelle furono installate alle frazioni di Bazzano, Onna e San Gregorio. Il progetto fu affidato all’ingegner Luigi Biordi e sia i tubi per la condotta che le fontanelle artistiche furono ordinate direttamente alle acciaierie di Terni. Esse erano alimentate dalla sorgente di Fonteverrone nel territorio paganichese che aveva una portata di 5 litri al secondo. L’intendo degli amministratori fu quello di potenziare le prese dell’acqua potabile nel paese fino allora esistenti nelle cinque antiche fontane monumentali. Fino agli anni sessanta del secolo scorso, quando l’acqua non era ancora nelle abitazioni, furono gli unici luoghi del paese nei quali decine di generazioni poterono approvvigionarsi l’acqua per uso domestico. E’ palese quindi che tra le macerie della zona rossa, altre fontanelle sono alla mercé di esseri spregiudicati, che stanno rubando anche la nostra storia».


Nella notte non c’è nessuno ad ostacolarli, visto che tutte le vie d’accesso al centro storico sono libere.
Ma di furti se ne sono registrati negli ultimi tempi anche a Scoppito, in chiese e cimiteri. «I furti nei luoghi sacri hanno raggiunto il limite di sopportazione», denuncia Stefano Savoca, segretario regionale di Gioventù Italiana (movimento giovanile de La Destra di Storace). «Ora basta – prosegue Savoca – quello che accade è intollerabile: in poco tempo sono stati saccheggiati due cimiteri e due chiese».
Savoca annuncia il coagulo di forze volontarie locali per organizzare gruppi di vigilanza nel paese aquilano: «saremo dotati di torce e cellulari per avvisare le forze dell'ordine».
«Scoppito è diventata un “bronx” e non sappiamo a chi appellarci per la mancata sicurezza. Tanto è vero che il Comune può contare su un solo un solo vigile urbano e un ausiliario del traffico, mentre la caserma dei Carabinieri di Sassa, pur essendo una delle più attive sul territorio, non riesce a garantirne una copertura costante.
Oltre a fare vigilanza notturna volontaria - conclude Savoca - contatteremo il primo cittadino e con il suo assenso daremo vita a una raccolta fondi per demandare a un istituto di vigilanza specializzato il controllo di tutto il territorio».