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Abruzzo/Giustizia, L’Aquila pochi magistrati tante infiltrazioni mafiose

I temi trattati nell’inaugurazione dell’anno giudiziario nel capoluogo abruzzese

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Abruzzo/Giustizia, L’Aquila pochi magistrati tante infiltrazioni mafiose


L'AQUILA. Non lancia l'allarme ma invita a tenere alta la guardia contro le infiltrazioni mafiose nel cratere del terremoto il presidente della Corte d'Appello, Stefano Schirò, nella relazione presentata durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario in Abruzzo.
«E' prevedibile che l'arrivo di ingenti capitali pubblici per la cosiddetta 'ricostruzione aggregati', gestiti direttamente dal privato cittadino anche e soprattutto per il tramite degli amministratori di condominio e con scelta diretta delle ditte costruttrici, costituirà un volano per infiltrazioni di ogni tipo - ammonisce Schirò -. Anche per ciò che riguarda gli aggregati edilizi privati va assicurata la massima trasparenza nella gestione della ricostruzione».
 Sempre in riferimento al terremoto, in particolare nell'ambito dell'attività della Procura dell'Aquila nella ricostruzione, per il presidente della Corte d'Appello il fenomeno si suddivide sui tre grandi filoni: l'accertamento delle responsabilità dei crolli, i reti in ascesa ci sono quelli relativi all'associazione di tipo mafioso e della criminalità organizzata. Ampio spazio nella relazione di Schirò l'hanno avuta anche le denunce di carenza di personale e risorse.
Per la pianta organica degli uffici giudicanti, su 140 magistrati previsti, alla fine del 2012, la copertura è di 16 unità in meno. Ancora più grave la situazione in Corte d'Appello, dove il 18% dell'organico previsto è invece scoperto. Quindi, le insufficienti risorse e strutture, in particolare in previsione della soppressione dei tribunali di Avezzano e Sulmona, che saranno accorpati all'Aquila, e di Vasto e Lanciano, accorpati a Chieti. L'allarme è anche per L'Aquila, dove è ancora emergenza visto che il tribunale non è stato ricostruito dopo il sisma del 2009. In riferimento all'attività, in Corte d'Appello e nella maggior parte dei tribunali, Schirò ha spiegato che è stato centrato l'obiettivo della «inversione del rapporto tra il numero delle sentenze civili emesse a le nuove iscrizioni». Poi, passando ai reati, sono stati indicati in ascesa quelli contro la pubblica amministrazione, gli omicidi volontari e colposi, i delitti contro la libertà sessuale e per fatti di stalking, lo spaccio di stupefacenti e lo sfruttamento della prostituzione, nonché i delitti contro il patrimonio. In forte ascesa anche i reati tributari e in materia di urbanistica, ambiente e incolumità pubblica, mentre poco significativo appare il numero di reati di bancarotta.