IL FATTO

Terremoto L’Aquila: presidente Corte d’Appello: «non denigrare le sentenze»

Ricercatori Ingv contro Iacona e Stoppa

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Fabio Picuti

Il pm Fabio Picuti



L’AQUILA. «Le sentenze possono essere criticate, ma non è consentito che vengano denigrate».
E' quanto detto dal presidente della Corte d'Appello dell'Aquila, Stefano Schirò nella relazione sull'amministrazione della giustizia nel distretto abruzzese, presentata nel corso della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario 2013.
«Mi limito ad osservare - ha spiegato il magistrato nella sua relazione - che le critiche, anche aspre, alle sentenze sono ovviamente lecite ma devono rispettare la dignità e il rilievo costituzionale della funzione giurisdizionale senza trasformarsi in una consentita denigrazione».
Nello scorso anno all'Aquila ci sono state alcune sentenze che hanno riguardato il sisma del 2009, tra le quali quella di condanna a sei anni di reclusione dei sette componenti della Commissione Grandi Rischi, per avere fornito false rassicurazioni agli aquilani al termine della riunione del 31 marzo 2009.
Di questa sentenza ha parlato praticamente tutto il mondo e non sono mancate critiche molto aspre da parte del mondo scientifico.

LE POLEMICHE SU PRESA DIRETTA
Ma in questi giorni a L’Aquila sono arrivate anche altre proteste. Dopo la messa in onda di "Irresponsabili" di Presa Diretta, alcuni ricercatori del Ingv hanno attaccato il giornalista Riccardo Iacona. Ma se la sono presa anche con il professor Francesco Stoppa, uno dei testimoni del processo alla Grandi Rischi dell'Aquila rimproverandogli di non essere un “sismologo”.
Per i ricercatori la ricostruzione proposta «non è stata obiettiva ed è lesiva della nostra immagine di ricercatori al servizio della società».
Gli esperti intervistati, hanno contestato, «sono principalmente testimoni dell’accusa e hanno dimostrato una visione preconcetta e basata su giudizi formulati solo a posteriori, oltre ad aver detto delle cose scientificamente non vere. Dire che i forti terremoti sono sempre preceduti da sciami è falso (il vulcanologo Stoppa)»
Ma i ricercatori respingono con fermezza anche le accuse di essere «‘servi del potere’». «Servitori dello Stato sì. Servi del potere no», replicano. «Soprattutto respingiamo con forza la definizione di ‘braccio armato della Protezione civile’, nel senso negativo del termine come lascia intendere la trasmissione. Chiediamo la rettifica di questa affermazione. 


IACONA: «MAI PARLATO MALE DI VOI»
«Sostenete che Presadiretta ha leso la vostra immagine di ricercatori al servizio della società”. Quando, dove, come?», replica il giornalista. «Dove mai avete trovato una sola parola detta da noi o da un intervistato che parli male dell’Ingv o del vostro lavoro? Impossibile trovarla perché non è mai stata detta. Neanche nella requisitoria del PM e neanche nelle motivazioni della sentenza di condanna del giudice Billi, semplicemente perché l’Ingv non è imputato in questo processo, dove sono state piuttosto valutate le singole responsabilità di sette imputati, tra cui anche il vostro ex presidente Enzo Boschi»
E il giornalista va avanti: «Voi dite che noi abbiamo sentito come testimoni dell’accusa delle persone che “hanno detto delle cose scientificamente non vere”, spero che questo non vi costi una querela e poi proseguite dicendo che noi “tra i tanti esperti italiani di terremoti, non coinvolti nel processo e di chiara fama internazionale…” che avremmo potuto sentire, abbiamo invece scelto “un vulcanologo, una statistica e un funzionario della Protezione civile molisana.” E chi aveva secondo voi diritto di parola per sapere che cosa si sono detti in quella riunione, durata un’ora e il cui verbale è uscito fuori una settimana dopo la riunione, a terremoto avvenuto?»

ANCHE STOPPA SI DIFENDE
Nel mirino dei ricercatori anche Francesco Stoppa, Ordinario di geochimica e Vulcanologia allUniversità "G.d'Annunzio", accusato di aver detto una corbelleria e cioè che “i forti terremoti sono sempre preceduti da sciami”.
La risposta non ha tardato ad arrivare. «Anche il professor Franco Barberi è un vulcanologo e nessuno dell'Ingv ha avuto a che ridire sulle sue affermazioni nel periodo critico del disastro del 6 aprile 2009».
E aggiunge «In emergenza, non occorre un calcolo del Rischio troppo sofisticato per salvare vite umane. In definitiva, basterebbe anche solo un po’ di buon senso e di prudenza, senza bisogno di essere dei sismologi ultraspecializzati».
Il professor Stoppa replica anche alla questione delle scosse premonitrici: «questo argomento sembra essere un tabù per l'Ingv, il significato delle scosse premonitrici è spesso sminuito o negato, mentre potrebbero essere un valido precursore. Un importante campanello d’allerta che ha scongiurato una maggiore perdita di perdita di vite umane durante i terremoti dell’Aquila nel 1461, Orsogna 1881 e Majella 1933. Nel 1461, il terremoto "gemello" del 2009, gli abitanti allertati dalle scosse premonitrici lasciarono in massa le loro case accampandosi in spazi all’aperto scongiurando il verificarsi di un elevato numero di vittime. Bisogna porsi due questioni cruciali completamente ignorate da chi afferma che i terremoti italiani non sono preceduti da sequenze premonitrici : qual'è la probabilità che i cronisti e gli storici abbiano registrato la presenza di scosse prima di un terremoto antico? Il fatto che le relazioni non fanno menzione di scosse è probatorio per dire che una scossa distruttiva non sia stata preceduta da scosse premonitrici? Non lo si può sapere senza una vera e propria ricerca storica. Infatti, il catalogo CPTI, in genere usato come riferimento per il calcolo della pericolosità, omette deliberatamente l'evoluzione temporale dei terremoti. Gli storici del terremoto che hanno analizzato tutte le fonti degli ultimi 150 anni hanno trovato scosse premonitrici per 33 terremoti disastrosi su 34. Quindi dire che le scosse premonitrici non esistano o non hanno alcuna importanza è un segno di superficialità o d’altro, che esula da un’analisi scientifica seria, ed aumenta il Rischio privandoci di un importante potenziale strumento di conoscenza e quindi di mitigazione».

GABRIELLI: «BASTA PIANGERCI ADDOSSO»
Intanto ieri il Capo Dipartimento della Protezione Civile nazionale, Franco Gabrielli, è stato a Chieti per partecipare ai lavori del convegno "Fenomeni naturali e catastrofi attese: il difficile ruolo della prevenzione in Italia", organizzato dal Consiglio nazionale dei Geologi nell'auditorium dell'Università D'Annunzio
«Smettiamola di piangerci addosso», ha detto. «Cominciamo ad agire anche nel piccolo, abbiamo uno stanziamento di 1 miliardo sul rischio sismico: stiamo stancamente e con grande difficoltà spendendo questi soldi».
«La cosa più allarmante e demoralizzante è che si parla sempre di cosa fare nei convegni, delle risorse da stanziare, e una volta che non si riescono a recuperare i fondi si arriva alla conclusione che in fondo le cose possono andare come sempre sono andate - ha aggiunto il capo del dipartimento della Protezione Civile - mi accontenterei di fare piccole cose e che incidessero sulla sensibilità e sulla cultura di questi temi. Se la politica è distratta da questi temi è perchè prima ancora è la società civile ad essere profondamente distratta, non sensibilizzata su questioni come terremoti, dissesti, rifiuti».

GEOLOGI, 50% SCUOLE SENZA CERTIFICATO AGIBILITA' =
«In Italia una scuola su due non ha il certificato di agibilità, 22 milioni di cittadini e 5,5 milioni di edifici sono esposti ad un elevato rischio sismico: questi dati sono scritti in un manifesto per la messa in sicurezza del territorio che abbiamo inviato a tutti i partiti e a tutti i candidati premier alle prossime politiche» ha detto il presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi , Gian Vito Graziano. «Attendiamo risposte, soprattutto dai candidati premier. L'unico ad averci risposto, finora, e' Nencini del Psi, attendiamo quelle di Monti, Bersani, Berlusconi», ha aggiunto Graziano, nell'auspicare che nei «programmi elettorali di partiti e movimenti trovi spazio il rischio sismico e idrogeologico dell'Italia».