POVERO IN CASSA

Caso Sborgia, l’imprenditore spera nella banca, i clienti imbufaliti e rassegnati

Non c’è solo il dramma del costruttore ma anche di decine di famiglie

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Marcello Sborgia

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PESCARA. La banca ha aperto un dialogo con Marcello Sborgia che lunedì scorso si è asserragliato nel punto Snai «per sé e i suoi clienti».
In questo modo ha dato una sterzata a mesi di stallo: da una parte, il cantiere fermo per mancanza di soldi e, dall’altro, i dirigenti della sua banca che facevano melina.
L’imprenditore, 53 anni, molto noto in città ad inizio settimana ha fatto uscire tutti i dipendenti dalla sede della sua agnzia di scommesse e si è chiuso dentro la struttura. Poi ha contattato telefonicamente l'istituto di credito ed ha sparato due colpi per far capire di essere disposto a compiere gesti estremi. L'imprenditore è rimasto barricato nel centro scommesse per dieci ore. A trattare con lui è stato il capitano dei Carabinieri della Compagnia di Pescara, Claudio Scarponi, assieme ad un mediatore dei militari dell'Arma. Dopo una trattativa estenuante, la banca, grazie all'intervento delle forze dell'ordine, si è detta disponibile a valutare la situazione, fissando, tra l'altro, un appuntamento con lui. A quel punto l'uomo ha deciso di desistere.
A seguire la vicenda non solo amici e parenti (che su Facebook hanno lasciato decine di messaggi di solidarietà) anche i clienti di Sborgia che sempre su Facebook mesi fa hanno creato un gruppo dove concertano decisioni e mosse giudiziarie. Perché loro hanno comprato casa dall’imprenditore, al Baby Rasidence di Spoltore, hanno versato soldi, tanti soldi (alcuni fino a 70 mila euro), e sono rimasti senza un tetto. Una odissea infinita, un vero dramma per decine di famiglie disperate.
La data della consegnata è stata continuamente procrastinata: si parlava all’inizio del 2007, poi 2008… di anno in anno si è arrivati anche al 2011 e poi, a marzo scorso, quando qualcuno ha ipotizzato anche l’ipotesi fallimento in agguato la società ha dato ennesime rassicurazioni: «"stiamo montando le travi in legno dei tetti", ci hanno raccontato. Sarà tutto pronto all’inizio del 2012».
«Una bella scenetta, complimenti», si legge nel gruppo a commento del gesto che dal di fuori pareva estremo. Ma è lo stesso Sborgia a ridimensionare la portata di quello che ha fatto: «Ero tranquillo e indaffarato a rispondere alle telefonate di amici e conoscenti (e anche con PrimaDaNoi.it, ndr) che mi chiedevano di non fare pazzie», ha detto in una intervista a Rete 8 «Il termine ‘asserragliato’ mi sembra esagerato, io ero qui…nel mio ufficio».
«E’ dal 2008 che doveva costruire il Baby residence e oggi, 2013, si ricorda di noi?», domanda un altro utente. «Non ha i soldi? E tutti i soldi che gli abbiamo dato e che tutt' ora sto dando per colpa sua? E poi vorrei sapere chi è il folle che gli ha mandato il messaggio...’ho stima di te’!». «Non ho sentito nulla di nuovo», dice un altro, «è la solita storiella».
«Il casotto», interviene un’altra utente, «è stato fatto non per il residence che e' da terminare, ma per una palazzina completata e la banca non vuole prorogare il mutuo. Voi (del Baby Residence, ndr) non avete speranze, credo, ma gli acquirenti dell'immobile sito in Paglieta sì. Ci sono 8 appartamenti invenduti completati al 98%...quindi soldi in arrivo. Dal fallimento comunque non si salva».
Ma nelle ultime ore anche Sborgia ha chiesto l’iscrizione al gruppo Facebook. «Forse vuole proporre una colletta per acquistare proiettili», ironizza qualcuno. «Gli ultimi due sono andati persi. Proporrei una denuncia per procurato allarme e interruzione di pubblico servizio...ci cominciamo a costituirci parte civile. Che ne dite?»
In realtà una denuncia l’imprenditore probabilmente se la prenderà davvero ma per esplosione di colpi di arma da fuoco in luogo pubblico.
I problemi ad ora rimangono tutti irrisolti ma l'imprenditore assicura : «i miei clienti stiano tranquilli perchè in un modo o in un altro o avranno le case o avranno i soldi».