IL CASO

Incidenti stradali, chiesti soldi ai parenti della vittima per pulire la strada

La richiesta della società Sicurezza e Ambiente

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4341

Incidenti stradali, chiesti soldi ai parenti della vittima per pulire la strada
ABRUZZO. Miriam è morta il 28 novembre scorso sulla strada provinciale 125 che collega Antrosano con Cappelle dei Marsi.



Aveva solo 19 anni e stava ritornando a casa, al volante della sua utilitaria, da un allenamento di rugby, sua grande passione.
In auto con lei anche due amici, rimasti feriti. La vettura è uscita di strada ed è finita in un fosso. Miriam è morta sul colpo. Alla famiglia, distrutta dal dolore, qualche giorno fa è arrivata una lettera che ha fermato per la seconda volta il cuore: la società Sicurezza e Ambiente spa ha chiesto loro di pagare 950 euro come spese per la ripulitura della strada dai detriti dell'incidente. «Chi ci amministra si faccia un esame di coscienza e si vergogni», commenta il papà, Maurizo Di Carlo, «vorrei vedere loro a perdere un figlio a soli 19 anni».
Un caso analogo ha creato un vero terremoto all’inizio dell’anno nel Comune di Roma. Ai genitori di Valerio Leprini, 15 anni, morto andando a sbattere contro un palo, la società ha chiesto 700 euro per la ripulitura della strada. «Ci manca solo che mi chiedano i soldi per il palo ammaccato dalla testa di mio figlio», ha commentato la mamma.
Il sindaco Alemanno non solo ha promesso che le spese se le accollerà il Comune (ma la famiglia ha rifiutato contestando la mancata sicurezza delle strade) ma ha annunciato anche che si «punirà» la società.
Il primo cittadino e su Twitter ha scritto: «i carabinieri sono al lavoro per verificare la regolarità dell’assegnazione degli appalti a “Sicurezza e Ambiente” (Sea), a cui il Comune di Roma ha appaltato la pulizia delle strade e il ripristino della viabilità dopo gli incidenti stradali». I Carabinieri sono andati al comando generale della Polizia municipale per acquisire i documenti su quel contratto. Secondo quanto scritto da Repubblica, SeA spa che all’epoca dell’assegnazione (correva l’anno 2008) aveva un fatturato così esiguo da poter ottenere il contratto con assegnazione diretta, oggi fattura cinquanta milioni di euro.
La società -come da protocollo- lavora però a titolo gratuito per le amministrazioni comunali che gli appaltano il servizio. Interviene in h24 per eliminare dalla carreggiata ogni elemento di pericolo presente su strada a seguito di un sinistro (liquidi inquinanti, detriti solidi e non sangue). Ma la società, che lavora molto anche in Abruzzo, in tutti i maggiori comuni e Province si difende spiegando che non si chiedono soldi ai parenti delle vittime ma sono le compagnie assicurative a sostenere interamente tutti i costi dell’intervento, qualora ritenga sussistere un profilo di responsabilità.
«Quando parte la segnalazione di un incidente dalla centrale operativa», ricostruisce il sito SicurAuto, «una squadra della Sea arriva sul posto, ripulisce l’asfalto e stende un verbale in cui viene indicato il tipo di intervento e le modalità, i veicoli coinvolti e il materiale rimosso. Il modulo viene quindi consegnato ai Vigili, che intervengono a loro volta sull’incidente, e poi trasmesso al gruppo di competenza».
I danni li deve risarcire il danneggiante e può capitare drammaticamente che danneggiante e deceduto siano la stessa persone. La stessa richiesta sarà arrivata dunque a decine di famiglie che hanno dovuto fare i conti con questa richiesta sconvolgente.