LA TESTIMONIANZA

Abruzzo. La fuga di Corona è finita. ‘Il Falco’ racconta: «aveva paura»

Il giovane pescarese lavorava con il re dei paparazzi

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Abruzzo. La fuga di Corona è finita. ‘Il Falco’ racconta: «aveva paura»

Mario "Falco" Ferri con Corona


CASTEL DI SANGRO. Nella caccia a Corona, terminata questa mattina a Lisbona, ci è finito anche 'Il Falco', al secolo Mario Ferri.
Il giovane pescarese è noto per le invasioni di campo di calcio e ora ospite fisso a 'Quelli che il calcio', oltre che attaccante nella squadra di calcio dilettanti del Castel di Sangro Cep 1953, iscritta al campionato molisano. Da qualche tempo lavora nel settore commerciale di alcune riviste di proprietà della società di Corona.
«Ho sentito Fabrizio in questi giorni più volte per lavoro», ha raccontato il pescarese che ieri mattina ha ricevuto una convocazione per oggi in Questura, a Isernia, dove vive.
Gli inquirenti a caccia di Corona, in base ai tabulati telefonici nelle ultime ore hanno interrogato alcuni collaboratori del re del gossip, tra questi anche il 'Falco' Mario Ferri.
«Fabrizio aveva paura - ha poi spiegato -. E ora, invece di cinque anni di carcere, ne rischia sette».
«Poche ore prima dell'inizio della latitanza - ha ricordato Ferri - ci eravamo scambiati una serie di messaggi. Per esempio questo - ha aggiunto mostrando il testo dell'sms -: 'Per la prima volta in vita mia ho paura - Fabry'».
«Per scherzo, nei giorni prima della latitanza - ha sottolineato - aveva parlato anche di una sua possibile fuga. Gli avevo detto che farsi cinque anni di carcere per una foto è troppo. Lui poi mica ha ricattato Madre Teresa di Calcutta, ma chi ha tradito. Anche perché Trezeguet non si è mai costituito parte civile, ma ha detto che Corona, ai tempi, gli fece il favore».
Ma la fuga è finita questa mattina. Gli investigatori della Squadra Mobile erano in Portogallo da alcuni giorni, e stavano già sulle sue tracce. «Più che costituito si è arreso», è il commento dei vertici milanesi della Questura. Il sostituto procuratore generale di Torino, Vittorio Corsi, ha fatto personalmente i complimenti alla dirigente della questura di Milano. Nei giorni scorsi il magistrato si era detto «esterrefatto» dalla fuga dell’uomo.
«Non mi sento di dire nulla, siamo ancora troppo scossi», ha detto invece il fratello minore di Corona, Federico. «L'unica cosa che posso aggiungere - sottolinea Federico - è che siamo contenti che stia bene perché eravamo preoccupati per la sua incolumità».