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Teramo Lavoro; i precari scrivono a Chiodi: «uccisi dalla spending review, ci salvi lei»

I lavoratori chiedono l’intervento del governatore

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Teramo Lavoro; i precari scrivono a Chiodi: «uccisi dalla spending review, ci salvi lei»
TERAMO. Una lettera aperta dei dipendenti di Teramo Lavoro indirizzata al presidente della Regione, Gianni Chiodi.



Dal 31 dicembre scorso si è concluso in maniera brusca il percorso professionale di 110 lavoratori della in house della Provincia di Teramo, per la gran parte precari storici dell’Ente.
«Abbiamo prestato servizio, in molti casi ultradecennale, e maturato competenze specializzate nei settori lavoro e formazione professionale, ambiente, sociale, informatizzazione, finanze e ragioneria, concessioni, politiche giovanili, comunitarie e tanti altri», ricordano al Governatore.

Questi stessi servizi sono ad oggi scoperti «con gravissimi disagi per i cittadini, per le imprese e per i Comuni del territorio: basti citare il caos che si è generato nei centri per l’impiego, che al momento hanno grandissime difficoltà ad assicurare persino i servizi essenziali agli utenti e sono rimasti totalmente privi dei servizi specialistici, quali quelli erogati all’utenza svantaggiata, di promozione dell’orientamento, dell’istruzione, della formazione professionale; di consulenza alle imprese e agli Enti pubblici, con il risultato che molti Comuni da inizio anno sono in attesa dei lavoratori in mobilità richiesti per alcuni servizi, ai quali stanno sopperendo con straordinari del personale o agenzie interinali».
Con la risoluzione dei contratti, inoltre, interi servizi agli utenti sono azzerati o carenti di organico adeguato: Osservatorio immigrati, Centro analisi sociale, Agenzia Giovani; il settore Ambiente del tutto sguarnito dei servizi di tutela ambientale come controllo discariche e servizi MUD (modello unico di dichiarazione ambientale), come pure l’ufficio Concessioni-Cosap, che assicurava la maggiore entrata extratributaria alla Provincia, pari a 4 milioni di euro annui.

«E’ drammaticamente paradossale che a decretare la condanna a morte della società in house della Provincia sia stata la politica di contenimento della spesa, la cosiddetta “spending review”», lamentano. «Conoscendo la sua sensibilità su certi temi, converrà con noi che una pubblica amministrazione efficiente è quella che funziona e non il guscio vuoto che rimane in vita dopo i tagli lineari ai servizi fondamentali. La P.A. che funziona è quella che riesce ad essere interlocutore moderno di imprese e cittadini, quella che investe su giovani, Know-how, innovazione, digitalizzazione e, soprattutto, che non butta a mare il patrimonio e le competenze professionali formate e consolidate in anni di esperienza, anche in considerazione delle risorse pubbliche impiegate».
I precari chiedono a Chiodi «un impegno in prima linea per la rimozione degli ostacoli finanziari e burocratici che impediscono la prosecuzione dell’esperienza della Teramo Lavoro».
Al momento sul tavolo ci sono già la delibera approvata all’unanimità dal Consiglio Provinciale e l’accordo sindacale per la prosecuzione dell’affidamento dei servizi alla società almeno fino al prossimo 30 giugno.
«Consapevoli dell’impegno che ha profuso in tante occasioni, dai lavoratori Micron ai precari della ricostruzione, siamo totalmente fiduciosi che non ci farà mancare il suo supporto».