IL CASO

Montesilvano, Centro sportivo Trisi, M5S: «serve un bando europeo»

«La struttura rischia di diventare come miele per le api per gli affamati di poltrone»

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MONTESILVANO. Un bando europeo per salvare la struttura e non lasciarla sbranare dalle grinfie della politica e degli interessi locali.


E’ questa la richiesta del consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Manuel Anelli, per il futuro del centro sportivo Trisi. Si è arrivati ad un punto molto delicato della vicenda.
Nel mese di novembre c’è stata una delibera di Giunta che prevedeva di affidare il centro all’azienda speciale. Lo scenario prevedeva che alcuni dipendenti dell’azienda (circa 147) che hanno poche ore settimanali (alcuni anche 10 solamente) potessero lavorare di più e quindi venire maggiormente retribuiti. «Qualcosa è cambiato, soprattutto in giunta», avverte Anelli, «e ora qualcuno pensa sì di affidarla all’azienda speciale ma di fare un affidamento (tramite azienda) diretto a cooperative di tipo B, che sono pochissime nel nostro territorio. Più soldi ci sono in ballo e più interessi si manifestano. Infatti molti amministratori cittadini stanno facendo pressanti richiesta al sindaco che si trova al centro di questo vortice: Cda, Associazione, Affidamento diretto e fondazione».

LA DONAZIONE NEL 1996
Il centro sportivo è stato donato da Francesco Trisi al Comune di Montesilvano nel 1996. Nel 1997 arrivò l’atto notarile che sancì il passaggio, concedendo solo la nuda proprietà mentre l’usufrutto dell’impianto rimaneva al proprietario. Dopo la morte di Trisi (nel 2010), così come da atto notarile, anche l’usufrutto passò al Comune di Montesilvano.
«L’amministrazione», sottolinea l’esponente del Movimento 5 Stelle, «ad oggi non ha mai incassato niente dal centro sportivo. Anche il Considan non paga l’affitto che deve pagare al Comune, perchè non sanno a chi pagare dalla morte del dottore… così dicono».
Fracesco Trisi donando il centro sportivo puntualizzò su un aspetto indispensabile: il centro non dovrà essere gestito direttamente dal Comune. A tal proposito fece una Fondazione, che prese il suo cognome, nella quale inserì vescovo, prefetto, presidente della Provincia, presidente della Regione, sindaco di Montesilvano ed altre personalità. «Questa fondazione così come nata, lo si capisce facilmente perchè, non si riunì mai», commenta Anelli. Cosa si può fare adesso? «Adesso stando alla volontà del defunto dobbiamo utilizzare una fondazione per gestire questo complesso sportivo».

FONDAZIONE Sì, FONDAZIONE NO
Che genere di strade si possono percorrere? «Potrebbe riorganizzare la fondazione esistente convocando tutti. Potrebbe fare una nuova fondazione. La strada è percorribile e per questo appetibile. Si potrebbe fare una fondazione con il sindaco in Posizione di factotum, quasi monocratico, ma verrebbero meno le richieste del de cuius che non voleva una gestione diretta del Comune».
L’altra strada è una Fondazione con Il Consiglio di Amministrazione. L’appetito dei partiti si sta facendo sentire e molti spingono in questa direzione.
«Questa strada, che come Movimento 5 Stelle ricusiamo in ottica del risparmio, è come miele per le api; è estremamente appetibile per molti che riuscirebbero ad inserire i loro amici in una poltrona retribuita».