PETROLIO A MARE

Dopo 20 ore contrordine della Edison:«nessuno sversamento di greggio in mare»

Una macchia di petrolio era stata segnalata questa notte dall’impianto “Rospo mare”

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4786

Piattaforma "Rospo mare"

Piattaforma "Rospo mare"

TERMOLI. Si tratta di una grande chiazza di idrocarburi (greggio) individuata al largo di Termoli.

L’episodio è stato segnalato la scorsa notte dal galleggiante adibito allo stoccaggio di greggio denominato “Alba Marina” all’interno del campo di estrazione “Rospo Mare” al largo delle coste molisane.

La Guardia Costiera di Termoli, sotto il coordinamento della direzione marittima di Pescara, ha allertato i mezzi adibiti al servizio antinquinamento  che sono intervenuti sul posto  insieme ad un rimorchiatore e a due motovedette.
Lo sversamento, una volta individuato, è stato circoscritto con quelle che vengono definite “panne di contenimento”. L’attività di recupero delle sostanze presenti in acqua è tutt’ora in corso mediante l’impiego di sofisticate apparecchiature “rec-oil” in grado di separare ed asportare le componenti oleose dall’acqua marina.
Lo sversamento è stato monitorato anche grazie ad un velivolo della Guardia Costiera che ha sorvolato la zona e diretto le operazione dal cielo per il posizionamento delle barriere “isolanti”.
All’alba sono intervenuti poi anche i sommozzatori della Guardia Costiera per un’ispezione più dettagliata all’impianto di estrazione del greggio, allo scafo galleggiante della piattaforma  e delle tubature immerse della struttura per verificare il motivo dello sversamento ed eventualmente individuare il punto di fuoriuscita del liquido inquinante per poi pianificare interventi.
Sono state attivate indagini per chiarire se vi siano responsabilità sull’accaduto.

Il campo petrolifero offshore di Rospo Mare è situato a circa 12 miglia dal porto di Termoli. E' in produzione dal 1982 e fino ad oggi ha estratto 92 milioni di barili di olio. Gli impianti di produzione sono gestiti da Edison in qualità di operatore al 62% e in joint venture con Eni al 38%.

EDISON:«PARLIAMO DI 1000 LITRI»
Le operazioni di messa in sicurezza sono nel vivo come confermano anche dalla Edison titolare della piattaforma.
Secondo il responsabile Stefano Amoroso si è trattato di una «emergenza precauzionale in seguito all'avvistamento di una presunta macchia sulla superficie del mare avvenuta ieri sera intorno alle 22».
Sia per le condizioni atmosferiche che per la scarsità della luce la Edison non esclude che si possa essere trattato anche di altro poichè al momento «si sta cercando di individuare la macchia che al momento sembra scomparsa». Pare di capire dunque che non vi è ancora certezza dell’effettivo sversamento.
Ad ogni modo secondo la segnalazione si dovrebbe parlare di una fuoriuscita molto contenuta di circa «20 metri per 60 pari a circa 1000 litri», vista dall'alto poco più di un puntino. Le verifiche tuttavia sono in corso ed anche la ditta attende aggiornamenti dalle unità a mare e in aria che stanno perlustrando la zona. Gli impianti di estrazione sono al momento bloccati.

AMBIENTALISTI PREOCCUPATI: «E’ UN MONITO»
«Bisogna accertare al più presto le cause, individuare i responsabili, verificare il livello delle misure di sicurezza attive sulle piattaforme e sulla nave di appoggio, e valutare infine gli eventuali danni ambientali», dichiara Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo. « I rischi delle attività di estrazione, stoccaggio e trasporto degli idrocarburi sono sempre più evidenti e devono far riflettere sul tentativo di deriva petrolifera che, fortemente propagandata nella proposta di Strategia Energetica Nazionale, il ministro Passera vuole impartire al Bel Paese».
«Si tratta del secondo incidente in meno di 8 anni - racconta Fabrizia Arduini, responsabile petrolio del Wwf Abruzzo - nell'agosto del 2005 ci fu una falla tra i tubi di carico e centinaia di litri finirono in mare: si sfiorò il disastro ambientale nel vero senso della parola». Ora la preoccupazione degli ambientalisti è l'entità del danno attuale: «Mille litri sono una tonnellata e non è uno scherzo, visto che siamo a poche miglia dal parco marino di Punta Penne. Direi che questo è un monito, un presagio proprio ora che riprende il suo cammino il progetto di ampliamento previsto del decreto Sviluppo di Passera. Nel 2010 la Prestigiacomo bloccò il progetto, Passera lo ha riaperto, e si tratta di aprire altri 4 pozzi, di cui uno orizzontale. Insomma, c'é allarme».

COSTANTINI (IDV-RIVOLUZIONE CIVILE): «BASTA TRIVELLE»
«Dal mio punto di vista è semplicemente criminale consentire l'estrazione di petrolio in un mare cosi' stretto e con fondali cosi' bassi, gia' gravemente malato e ciò nonostante ancora volano dell'economia turistica (e non solo) di molte regioni d'Italia», commenta Carlo Costantini, candidato alla Camera dei Deputati per Idv-Rivoluzione Civile.
«Il 26 febbraio, in Parlamento, andrò a prendere nel cassetto impolverato il mio disegno di legge approvato in Consiglio regionale due anni fa  e, con il sostegno che Antonio Ingroia e Rivoluzione Civile di certo non ci faranno mancare,  pretenderò che il futuro del Mare Adriatico e la definitiva sparizione delle trivelle dai suoi fondali vengano portate entro brevissimo tempo all'esame dell'aula».

RC: «SI FERMINO LE TRIVELLE»
«Si fermino le trivelle, si istituisca definitivamente il Parco Nazionale della Costa Teatina», chiede Rifondazione Comunista. «Un disastro ambientale al largo delle coste vastesi, come in queste ore rischia di avvenire, metterebbe a rischio la bellezza e le ricchezze della nostra costa.  Il Partito torna a chiedere che si rivedano tutti i progetti di attività petrolifera a terra e a mare, vengano respinte le richieste di coltivazione ed estrazione in attesa di permessi e continuerà in ogni sede(compresa l'attuale campagna elettorale) in questa importantissima battaglia per la difesa di Vasto e di tutto il territorio abruzzese, ribadendo la necessità della sua tutela e valorizzazione».

DI GIUSEPPANTONIO: «BASTA TRIVELLE»
«Mi auguro sinceramente che il lavoro di monitoraggio e di contenimento in atto dalla Guardia Costiera e dai tecnici fughi ogni seppur minima minaccia per un territorio che non può permettersi di pagare le conseguenze negative di questo sciagurato episodio», commenta il presidente della provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio. «La Edison informi con tempestività ed esattezza i cittadini e le istituzioni abruzzesi. Personalmente mi chiedo perché proseguire con la petrolizzazione dell’Adriatico e non posso far altro che confermare in modo forte e chiaro il no ufficiale espresso dalla Provincia di Chieti alla petrolizzazione dell’Adriatico: voglio ricordare che da tempo portiamo avanti un attento lavoro di concertazione con le associazioni ambientaliste del territorio provinciale, grazie anche alla collaborazione del Consigliere delegato alle attività petrolifere Franco Moroni».

ORE 15: CHIAZZE SPARITE
Né i sommozzatori, né il sorvolo con i mezzi aerei hanno rilevato altre chiazze di greggio nei paraggi della piattaforma per l'estrazione del petrolio Rospo Mare a largo delle coste adriatiche tra Vasto e Termoli. E' quanto riferisce il capitano di vascello, Luciano Pozzolano, direttore marittimo dell'Abruzzo e del Molise della Direzione Marittima Guardia Costiera. Le verifiche che proseguono interrotte dall'alba si sono spinte perfino alle Tremiti: sembra quindi prendere piede l'ipotesi che lo sversamento che ha prodotto l'allarme della nottata possa essere dipeso o dalle condotte di pompaggio o dalla nave appoggio stessa. Secondo quanto riferisce Pozzolano, ora in superficie, forse per naturale evaporazione dei fumi, non ci sono segni di presenze di petrolio, ma solo con l'arrivo del piccolo scafo per le ricognizioni sul fondo marino sarà possibile verificare se il petrolio si è posato sul fondo.

«CONFERMATA ASSENZA GREGGIO IN MARE»
A fine giornata, dopo quasi 24 ore di ricognzioni aree e in mare la società Edison conferma l'assenza di ogni tipo sversamento in mare. La chiazza non è stata trovata e per Capitaneria di porto e società si sarebbe trattato di un falso allarme.
Al termine della giornata di interventi presso il Campo Rospo Mare la Edison conferma dunque l'assenza di greggio in mare.
«I sommozzatori di Edison e della Capitaneria», si legge in una nota della società, «hanno effettuato delle verifiche sulla linea che va da  fondo mare alla FSO Alba Marina fino a 30 metri di profondita'. Ulteriori verifiche fino a fondo mare (70 metri) verranno effettuate anche nelle prossime ore con l'ausilio di mezzi sottomarini (rov), al fine di vagliare nel dettaglio tutte le ipotesi, per escludere definitivamente qualsiasi tipo di anomalia».

a.b.