LE INTERCETTAZIONI

L’Aquila, Iurato e la finta commozione: «non ridevo, ero nervosa. Vivevo oppressa dalla paura»

L’ex prefetto si giustifica dopo l’ondata di polemiche

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Giovanna Iurato

Giovanna Iurato

L’AQUILA. «La risata? Sono stata fraintesa. La mia era una reazione emotiva al telefono, nient'altro».
In una intervista a Repubblica, l'ex prefetto dell'Aquila Giovanna Iurato si difende dall'accusa di 'finta commozione' davanti alle macerie della Casa dello studente, dicendo che ora il suo stato d'animo è «troppo dispiaciuto».
E anche al Corriere della Sera spiega, attraverso il suo avvocato, Renato Borzone che si é trattato di «risate amare, nessuna ironia, nessun sarcasmo. Il prefetto lo ha chiarito anche ai magistrati».
«Quella dell'Aquila per me - spiega Iurato a Repubblica - era una situazione nuova, del tutto diversa. Chi non ci ha vissuto non può capire. Avevo paura e al telefono con un amico ho avuto una reazione emotiva. Ma so bene che ciò che posso dire io adesso, in questo momento vale poco. Sono le persone dell'Aquila che mi hanno conosciuto in questi anni che devono parlare e dire come sono veramente».
Anche perché davanti alla Casa dello studente «mi sono commossa veramente«. E «non si può - aggiunge - giudicare una persona dalla trascrizione di una telefonata fatta in un contesto particolare».
Il periodo iniziale all'Aquila «per me è stato terribile, in certe situazioni si può reagire in tanti modi».
E «certe volte uno può fare una risata nervosa perché oppressa dalla paura...»
Nei giorni scorsi iI gip di Napoli Claudia Picciotti ha firmato un'ordinanza di interdizione dai pubblici uffici sia nei confronti del prefetto Nicola Izzo, ex vicecapo della Polizia, che di Giovanna Iurato, indagati nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per la sicurezza.

L’INTERCETTAZIONE SOTTO ACCUSA
La vicenda che ha creato scalpore è ripercorsa in un capitolo della richiesta di misure cautelari firmata dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo e dai pm della Dda Vincenzo D'Onofrio, Raffaello Falcone e Pieroapolo Filippelli. I magistrati ricordano che poco dopo la tragedia che mise in ginocchio il capoluogo abruzzese Iurato «scoppiava a ridere ricordando come si era falsamente commossa davanti alle macerie e ai bimbi rimasti orfani». Un atteggiamento che viene fortemente stigmatizzano. I magistrati napoletani fanno riferimento alla telefonata fra la stessa Iurato e il prefetto Francesco Gratteri, intercettata il 28 maggio 2010. «Commentando la sua prima giornata ufficiale - scrivono i pm - nella città martoriata dal terremoto (definita sarcasticamente da Iurato «una città inesistente, che non c'è»), scoppiava a ridere, ricordando come si era (falsamente) commossa davanti alle macerie e ai bambini rimasti orfani. Una risata non giustificabile dalle circostanze e dagli eventi tragici di quelle ore, che avrebbero imposto al rappresentante del Governo di assumere comportamenti ben diversi e non certo (a proposito di cinismo) legati alla predisposizioni di condotte e strumenti atti a prevenire e/o scongiurare indagini in corso».
IURATO: «Allora senti...sono andata...sono arrivata, subito mio padre, che è quello che mi da i consigli, quelli più mirati..».
GRATTERI: «Sì lo so».
IURATO: «...perché è un uomo di mondo, saggio, dice: "...appena metti piede in città subito con una corona vai a rendere omaggio ai ragazzi della casa dello studente...».
GRATTERI: «Brava»
IURATO: «Eh allora sono arrivata là, nonostante la mia...cosa che volevo...insomma essere compita (fonetico)...mi pigliai, mi caricai questa corona e la portai fino a...»
GRATTERI: «Ti mettesti a piangere...sicuramente!»
IURATO: «Mi misi a piangere».
GRATTERI: «Ovviamente, non avevo dubbi (ride)».
IURATO: «Ed allora subito...subito...lì i giornali: "le lacrime del Prefetto"».
GRATTERI: «Non avevo dubbi (eh, eh ride)».
IURATO: «Ehhhhhhh (scoppia a ridere) i giornali : "le lacrime del Prefetto"».
GRATTERI: «Non avevo dubbi (eh, eh ride)».
IURATO: «Poi si sono avvicinati i giornalisti: "perché è venuta qua?". Perché voglio cominciare da qui, dove la città si è fermata perché voglio essere utile a questo territorio. Punto».
GRATTERI: «Eh».
IURATO: «L'indomani conferenza stampa con tutti i giornalisti».