IL CASO

L’Aquila, bollette pazze: pronti 4.400 ricorsi

«Calcolati 2,8 mln non dovuti»

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L’Aquila, bollette pazze: pronti 4.400 ricorsi
L’AQUILA. Se non ci sarà il ritiro della delibera di giunta e la rideterminazione delle cifre corrette, partiranno 4.400 lettere di opposizione degli inquilini del piano C.a.s.e.

«Pensavamo che dopo la lunga e difficile commissione consiliare “bilancio” il sindaco avrebbe riconosciuto
pubblicamente gli errori, oltre che relativi all’incredibile ritardo e alla mancata trasparenza», denuncia il coordinamento inter-C.a.s.e., Cittadinanze L’Aquila.
Invece nessuna marcia indietro ma solo l’apertura a garantire una rateizzazione, forse di 5 mesi, forse 18 o pure 36.
Ma nel calcolo che il Comune ha fatto e che tutti in Commissione hanno potuto verificare, vengono addebitati ai cittadini aquilani anche una presunta e ipotetica “acqua condominiale” per il periodo in cui invece l’acqua è passata a carico dei singoli nuclei, con un aggravio immotivato di 1.400.000 euro.
Inoltre viene accreditato un indice di 0,17 mensile a metro quadrato per le spese del Sed, per un totale di oltre 1.450.000 euro, a fronte di una spesa di 272.000 euro reale del Sed, coperta dalla convenzione già in essere tra Comune e Sed, fatto salvo 30.000 euro di postalizzazione prelevati dal fondo di riserva del comune dell’Aquila e non addebitabili all’utente che riceve le fatture.
Un totale di 2.850.000 euro non dovuti, con un aggravio medio del 26% non dovuto, secondo i calcoli dei cittadini.

I cittadini si aspettavano una marcia indietro dell’amministrazione comunale invece si sono ritrovati il sindaco Massimo Cialente che in diretta dal Tg della locale emittente TvUno, «ha cercato di alimentare il solito conflitto tra chi è rientrato nelle proprie abitazioni e chi, causa ritardi nella burocrazia pubblica è ancora nel piano C.a.s.e., mostrando la propria bolletta di casa da pagare e cercando di far passare il messaggio che gli inquilini dei progetti C.a.s.e. non vogliano pagare i propri consumi».
«Poi, come se niente fosse, invita tutti a pagare cinque rate, assicurando che in cinque mesi saranno fatte le letture e parla di un patto in tal senso con i cittadini in assemblea. Il sindaco non dice le uniche cose importanti che andavano dette, ovvero che la delibera di giunta del 15 Novembre 2012 verrà ritirata perché errata, che il monte totale da pagare verrà ricalcolato e che verranno rideterminate le cifre corrette da pagare dei singoli condomini».
In assenza di una nuova e immediata deliberazione di giunta in tal senso i cittadini aquilani formalizzeranno la propria opposizione alle comunicazioni sopraggiunte e denunciano «errori enormi che si sommano alle responsabilità politiche e amministrative relative ai ritardi dell’Amministrazione stessa. A questo punto», annunciano, «apriamo le procedure formali, relativamente alla legittimità del Regolamento comunale e del suo contenuto, approvato nel Dicembre 2011 e mai comunicato agli inquilini, alla legittimità della deliberazione di Giunta, alla legittimità della comunicazione sopraggiunta a firma del dirigente all’Assistenza alla popolazione, avverso le scadenze, non chiare (fine Gennaio o fine Febbraio per le rate mensili?) e avverso la cifra richiesta, per impedire così che possa scattare il rischio di “accettazione” del cittadino di un totale, riportato nelle comunicazioni ricevute».
Nei prossimi giorni partiranno le prime lettere in tal senso, in collaborazione con l’Adusbef e per tramite degli avvocati Di Marco e Racano, e tutti i coordinamenti nei singoli progetti C.A.S.E. si organizzeranno in tal senso.