INFORMAZIONE STROZZATA

SOSPESO LO SCIOPERO MA NON E’ UN PAESE PER PRIMADANOI.IT

Problemi tutti irrisolti, futuro incerto: la libertà è un cancro

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SOSPESO LO SCIOPERO MA NON E’ UN PAESE PER PRIMADANOI.IT


ABRUZZO. Riprendiamo oggi il nostro lavoro come sospinti da un “istinto vitale” primordiale che ci porta naturalmente a fare quello per cui siamo nati: informare.

Non abbiamo avuto modo di ringraziare personalmente le centinaia di persone che hanno espresso pensieri, solidarietà e vicinanza. Lo facciamo così, ricominciando.
Con la fine del nostro sciopero non finiscono i problemi che, anzi, rimangono tutti irrisolti come un fardello pesantissimo. Il silenzio è servito a trovare la lucidità per fare una scelta che possa essere quella giusta.
Riteniamo che la cosa più opportuna sia continuare a fare il nostro mestiere e per questo non saremo noi ad uccidere volontariamente la nostra ‘creatura’ che è stata tirata su con una buona educazione e pensiamo che sia cresciuta bene.
Non saremo noi a staccare la spina al malato perché non di eutanasia si parlerebbe ma di omicidio e, fino a quando ne avremo la possibilità e ce lo consentiranno gli eventi, continueremo. Un lavoro che non è più da tempo svolto con tranquillità per ragioni che solo in alcuni casi vi abbiamo comunicato. Un lavoro diventato impossibile in una regione ormai mutata per sempre e preda di criminalità sempre più sofisticata e di lobbies che governano la vita pubblica più o meno palesemente.
Noi siamo gente per bene anche se in molti fanno a gara per farci fare la figura dei delinquenti (con tanti ringraziamenti dei delinquenti veri) e questa è una umiliazione insopportabile come è insopportabile lo stupro che i diritti fondamentali stanno subendo da anni. Le sentenze si rispettano e noi le rispettiamo perché sono ancora legittime e valide. Questo non significa che non ci siano problemi strutturali e che lo Stato sempre più spesso somministri ai propri cittadini ingiustizie di vario genere (e noi ne raccontiamo troppe ogni giorno).

Il nostro avvocato, Mauro Talamonti, ci ha informati che il giorno nel quale era prevista la discussione finale della causa che ci ha visti soccombere, gli avvocati avrebbero dovuto tirare le fila, le conclusioni, argomentare le loro tesi, invece il giudice li ha informati che aveva già deciso, che si era fatta il suo convincimento anche perché proprio ad Ortona «c’era già un precedente».
Viene da chiedersi: se la discussione finale è stata inutile perché «c’era il precedente» allora anche il processo è stato inutile perché tanto era già deciso?
Peccato che dopo la prima sentenza del tribunale di Ortona vi era stato un ampio dibattito nazionale con l’intervento della massima autorità in fatto di Privacy, il Garante. Ad Ortona però i giudici prendono i loro colleghi come “precedenti” scambiandoli per la Cassazione.
Se questo è il metodo, per il bene di tutti i cittadini è utile che organi superiori facciano chiarezza e sugellino la correttezza dell’operato e della decisione (il nostro primo ricorso in Cassazione giace da quasi due anni). Perché anche questa è civiltà e democrazia.
E mentre le notizie si sono fermate continuano, invece, le citazioni e le querele oltre che le richieste di rimozione di articoli che hanno ringalluzzito molte persone citate per cronaca. Una situazione che non ci lascerà scampo nonostante le centinaia di manifestazioni di vicinanza. Perché dobbiamo subire tutto questo? Siamo davvero sicuri che questo è il “normale” rischio di chi fa il giornalista? No, questo è il rischio “normale” in un Paese corrotto a tutti i livelli o ammazzato dai conflitti di interessi o ancora dalla persistente tensione al ladrocinio.
Della verità ha paura solo chi ha la coscienza (o la fedina penale) sporca.
Non è questo il paese che ci piace. Non è questo il paese per persone per bene.
Abbiamo sempre saputo, invece, che questo non era il paese per PrimaDaNoi.it ma volevamo vedere che effetto faceva…
Ora lo sappiamo noi e lo sapete voi.
Diciamo allora che oggi va un po’ meglio, il medico ci ha somministrato una cura momentanea, anche se inefficace, ben sapendo che la malattia è incurabile.
La libertà oggi è un cancro che non lascia scampo a chi ce l’ha.


HANNO SCRITTO SUL CASO DI PRIMADANOI (TRA I TANTI)

- Site.it
- Mauro Paissan (ex Garante della Privacy)
- Il giornalista Primo Di Nicola su L’Espresso
- Zone d'ombra tv
- Il fatto quotidiano

- Punto informatico
- Ossigeno Informazione
- Sempre Scorza su L’espresso
- Pc Facile
- La Federazione nazionale della stampa italiana
- L’ordine regionale dei giornalisti
- Articolo 21